16/09/20
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Regionali, Toscana, Bellanova: "Infrastrutture decisive per il rilancio, usiamo i soldi del Recovery Fund"

L'intervento pubblicato dal quotidiano "il Tirreno", 16 settembre 2020.  

«Più volte, come capo delegazione di Italia Viva nel governo di cui faccio parte, ho posto la centralità del tema infrastrutture: siamo stati noi del resto, ben prima ancora dell'inizio della pandemia, a lanciare il piano "Italia Shock". Buona parte di quel piano si è poi tradotto nel decreto semplificazione che quattro giorni fa è stato convertito in legge: tra queste vi sono per esempio interventi attesi da molti anni come i lavori per la Darsena Europa a Livorno e l'autostrada Tirrenica».

Così la ministra per le Politiche agricole e forestali Teresa Bellanova. Oggi sarà in Toscana per il tour elettorale a sostegno di Eugenio Giani, in vista del voto domenica. Tre passaggi lungo la costa, Viareggio, Castagneto e Orbetello, dove si scontano rispetto al cuore della Toscana la mancanza di lavoro e la carenza di infrastrutture.

«Occorre mettere in campo interventi che superino il ritardo del sistema infrastrutturale italiano — dice Bellanova —, sapendo quanto sia vitale per il nostro sviluppo. Chi abita in una città dove è arrivata l'alta velocità sa bene come questa sorta di "metropolitana" dell'Italia possa realmente cambiare in positivo la vita dei cittadini e aiutare le imprese che operano in quei territori».

E nel caso specifico? «Mettere allo studio una nuova linea ferroviaria ad alta velocità che colleghi in mezz'ora Firenze con la costa per poi proseguire in direzione Liguria sia tra le priorità. Gli spazi si possono e si devono trovare: del resto, le ingenti risorse che l'Europa ha messo a disposizione per rilanciare l'economia con il Recovery Fund devono innanzitutto essere spese in opere che rimangono e che siano in grado di rilanciare la nostra economia: nemmeno un euro va sprecato dei 209 miliardi che ci sono destinati», ha spiegato Bellanova.

Sul lavoro la crisi indotta dalla pandemia si innesta su una realtà in cui la grande industria è in affanno. E ci sono settori dove il blocco delle produzioni o lo slittamento dei contratti stagionali, il turismo su tutti, determinerà una platea di persone che non avranno i requisiti per accedere agli ordinari strumenti di tutela del reddito nei mesi di fermo. «Occorrerà certamente mettere in campo strumenti straordinari di tutela del reddito per un autunno che si preannuncia caldo — afferma Bellanova —. Occorre però andare oltre, non è con i sussidi che risolviamo il punto nodale: all'Italia servono lavoro e sviluppo, non assistenzialismo. Per questo insisto sempre così tanto sul tema delle infrastrutture, e per questo ho chiesto che la decontribuzione da me introdotta nel settore agricolo fosse estesa a tutti i comparti: le imprese devono essere nostre alleate nella ripresa economica. Solo così, tutti insieme, potremo essere in grado di riprenderci».

Come utilizzare le risorse del Mes senza condizionalità? «Intanto utilizzarle. La vera sfida sia capire cosa succederebbe se malauguratamente i toscani non scegliessero Eugenio Giani come loro governatore. Il partito di Susanna Ceccardi, la Lega di Matteo Salvini, si sono detti più e più volte contrari all'utilizzo del Mes ed anzi, a dirla tutta, se ci fossero stati Salvini e Meloni al governo, col loro antieuropeismo sovranista, non avremmo portato a casa i soldi del Recovery Fund», ha ribadito Bellanova.

La vera sfida del Mes è come si riuscirà a spenderlo per il sistema sanitario. «Quanto a come spenderli, la pandemia ha dimostrato quanto sia importante avere una struttura di sanità pubblica forte, preparata, gratuita, decentrata — sottolinea la ministra Bellanova —: grazie al cielo voi toscani avete avuto l'amica Stefania Saccardi come assessore alla Sanità, non si può purtroppo dire la stessa cosa della sanità lombarda alla Salvini. Ci sono nuovi ospedali da costruire, altri da ristrutturare, ci sono medici e personale sanitario da assumere, la sanità territoriale da valorizzare e implementare: le proposte che Giani ha fatto su come utilizzare quei 2,1 miliardi mi sembrano tutte opportune».