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Referendum, Conzatti: "Una giustizia giusta, per modernizzare il Paese"

L'intervento pubblicato da "l'Adige", 7 giugno 2022.

Tre partiti per cinque sì. Italia Viva, con l'area liberale riformista, fa fronte comune e invita gli elettori a votare Sì a tutti i cinque quesiti del referendum abrogativo sulla giustizia in programma domenica prossima. Cinque Sì per una giustizia giusta, efficiente, senza correnti.

La senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti ieri in conferenza stampa ha denunciato il silenzio anomalo, a livello nazionale, che avvolge l'appuntamento referendario. «Non è giustificabile voler buttare la palla in tribuna quando c'è un'occasione del genere; il referendum arriva in un momento giusto, con le leggi delega sulla giustizia penale e civile già votate e in seconda lettura quella sul Csm» precisa Conzatti.

Il rebus, nessuno si nasconde dietro un dito, è come sempre il raggiungimento del quorum del 50% dei votanti. «Andiamo a votare e votiamo Sì - l'appello della senatrice di Italia Viva - perché serve dare un segnale importante anche se il quorum non fosse raggiunto. È uno snodo tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta: la domanda di giustizia e l`offerta - ha proseguito Conzatti - oggi in Italia sono disallineate. Una giustizia giusta nei tempi, garantista, terza, non correntizia e competente serve a modernizzare il paese».

La triplice alleanza riformista, quindi, è convinta: Sì al primo quesito (scheda rossa), che punta a riformare la legge Severino, abolendo la norma che prevede l`incandidabilità e la cessazione dall`incarico di eletti condannati nei primi gradi di giudizio, giudicata spesso un'arma politica. Sì anche sulla scheda arancione, per abrogare la norma del codice di procedura penale che soggettivamente valuta se un imputato va messo in carcere per esigenze cautelare perché potrebbe reiterare il reato, e magari alla fine del processo è assolto. Si anche sulla scheda gialla, per approvare la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente (pubblici ministeri), per dare maggiore terzietà. Il quarto Sì promosso dai riformisti (scheda grigia) è perché i magistrati siano valutati non solo da magistrati (con giochi di corrente) nei consigli giudiziari, ma da rappresentanti dell`avvocatura e del mondo accademico. Infine, il quinto Sì, sulla scheda verde, sempre per svincolarsi dalle logiche correntizie della magistratura, con l'obiettivo di eliminare la norma che prevede che per candidarsi al Csm, il Consiglio superiore della magistratura, i magistrati debbano raccogliere firme tra i colleghi ordinari.