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Recovery Plan, Conzatti: "Sfida epocale, non perdiamo tempo"

L'intervista pubblicata dal quotidiano "Adige", 18 giugno 2021.

"Non è il momento per i dibattiti ideologici, serve concretezza. L'alternativa è soccombere". La senatrice Donatella Conzatti è immersa nelle sfide che toccano l'Italia nei prossimi mesi e anni. Ieri è stata relatrice, nella seduta che ha dato il via libera al fondo complementare, che è legato a filo doppio con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ne parla con entusiasmo, ora che è cambiato il governo: "era imprescindibile", rimarca.

Dei due stanziamenti finanziari, il cui uso l'Italia e il Trentino sono chiamati a progettare a breve, cioè i Fondi strutturali Ue e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è il Pnrr quello più robusto, in termini di risorse. Senatrice, a che punto siamo?
La dotazione finanziaria è definita: il Pnrr è stato inviato a Bruxelles, per l'approvazione, ma l'iter sta andando bene. Significa che avremo l'anticipo delle risorse da fine luglio. Stiamo parlando di 235 miliardi, di cui 191 dal meccanismo  di resilienza, con durata fino al 2026, 13 sul progetto React Eu, con temporalità diversa e 30 miliardi sul fondo complementare che oggi abbiamo approvato. La dotazione finanziaria c'è. La governance, con le due cabine di regia anche.

Per avere quei fondi serve mettere in campo le riforme: giustizia, pubblica amministrazione e fisco. A sostenere il Governo Draghi c'è una maggioranza eterogenea e poco coesa. È ragionevole immaginare di portare a casa riforme così divisive?
È vero. Ma vediamo che siamo capaci di lavorare con sano pragmatismo. Il Pnrr presenta punti di arrivo equilibrati, questo aiuta. Vedo che in commissione finanze, sulla riforma fiscale, sembrava impossibile arrivare ad una relazione. Invece tutti i partiti stanno lavorando. Chiaro che la sfida c'è, ma ho fiducia.

Quindi i soldi ci sono, sulle riforme è avviato un percorso. Restano da scegliere i progetti.
Le regole sono chiare: sei le missioni, che comprendono transizione digitale, interventi di coesione territoriale, scuole, ricerca, sanità. Trasversali a questi, i progetti di recupero dei tre gap che abbiamo: generazionale, di genere e territoriale.

Cosa significa questo per il Trentino?
Alcuni progetti non sono ancora definiti. O meglio, sono stati proposti ma non decisi. Da noi è previsto il progetto sull'idrogeno, con centrali di stoccaggio e punti di alimentazione vicino alle autostrade. Un progetto strategico in vista dell'obiettivo di decarbonizzazione. Su questo il nostro può essere un territorio pilota.

Poi ci sono le infrastrutture ferroviarie.
Nel Pnrr c'è la circonvallazione di Trento e l'interramento della ferrovia. Non in quel capitolo, ma nel decreto semplificazioni di luglio 2020, sono previsti l'interramento della ferrovia a Bolzano e Rovereto, perché per quelli non ci sono progetti esecutivi. Poi si aspetta di capire se verranno accolte le proposte del Trentino su funivia del Bondone e elettrificazione della ferrovia.

Il fattore tempo è determinante: si prendono in considerazione opere da chiudere entro il 2026.
È una sfida epocale, è quasi emozionante.

Sembra una rincorda. Ci si chiede se ci sarà tempo per coinvolgere davvero l'opinione pubblica, su progetti anche piuttosto impattanti. La fretta non favorisce il dialogo.
Certo, Un'altra sfida è la comunicabilità del Pnrr. Per questo ci sarà una grande piattaforma nazionale, in cui saranno illustrati tutti i progetti. Dovremo spiegare, raccontare. Non sarà facile, sarà un cambiamento radicale, la resistenza sarà forte.

Proprio perché i cambiamenti saranno epocali c'è la necessità di convincere le persone.
La prospettiva è diversa: questa è una legge nazionale che ci siamo dati perché l'alternativa è soccombere. Non è il momento di dibattiti ideologici, serve concretezza. Il mondo cambierà comunque a forte velocità. Un esempio? Tra le priorità ci sarà appunto il superamento del gap di genere e generazionale. Bene: le aziende che non faranno la relazione annuale non potranno partecipare ai bandi del Pnrr. Nella competizione per le risorse, chi avrà indici migliori sarà agevolato. Per le nostre imprese, una rivoluzione.

A proposito di nuove prospettive. Il centro per la ricerca sull'Intelligenza Artificiale. Sembra tutto definito. Il Trentino ha possibilità a suo parere?
Siamo ancora in partita.