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Rai Way, Anzaldi: "Per la vendita delle torri si costituisca un soggetto terzo"

L'intervento pubblicato su "il Foglio", 7 luglio 2022.

Domanda: vi comprereste una casa con la clausola di comunicare al vecchio proprietario come intendete arredarla e chi intendete ospitare? Sappiate che il nuovo piano industriale Rai, della nostra gloriosa, insostituibile, televisione di stato, sta per essere costruito su questa fantasia borgesiana: un piano di sabbia. Ed è sulla scrivania dell'ad Carlo Fuortes. Doveva essere esaminato ieri dal Cda, ma pure Fuortes si è visto bene dal presentarlo. Si tratta di un piano semplicissimo quanto inverosimile. Postula la vendita di una quota di Rai Way, i tralicci che trasmettono il segnale, già autorizzata con un decreto del governo.

Ma è lo stesso governo a precisare che la Rai non deve scendere al di sotto del 30 per cento. Nel diritto societario, di fronte a un azionariato diffuso, significa che l'azionista, in questo caso la Rai continua a mantenere il controllo. Ecco perché l'esempio della casa. Quale privato è disposto ad accettare questo vincolo: acquistare qualcosa su cui non può decidere? Oggi la Commissione di Vigilanza chiederà i dettagli dell'operazione ma perfino al Mef si è capito che a quelle condizioni l'unico possibile acquirente resta una società pubblica. In pratica una non vendita.

Michele Anzaldi, che ci ragiona da mesi, dichiara, giustamente: "Se dobbiamo vendere si faccia bene, come si fa in Europa e non per fare cassa. Si costituisca un soggetto terzo che garantisca pari accesso a tutti".