27/01/20
Italia Viva parlamento Rai

Rai, Anzaldi: "Azienda allo sbando. Valutare privatizzazione"

L'intervento del parlamentare di Italia Viva.

"La Rai è totalmente allo sbando, tra caso Sanremo, pluralismo fatto a pezzi, strapotere di agenti e società esterne, presidenza che non rispetta la legge, arroganza di direttori e conduttori, repliche a ripetizione". Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

"Perché i cittadini devono continuare a pagare il canone per tenere in piedi questo tempio dei privilegi e della casta? A questo punto credo che si debba valutare seriamente se non sia il caso di privatizzare tutta o almeno una parte dell'azienda. Spero che il voto sulla Risoluzione Mulè per la pubblicazione di tutti i compensi apra questa discussione in maniera seria", osserva.

"La violazione sistematica - prosegue Anzaldi - della par condicio, sia in campagna elettorale che nei periodi ordinari, rappresenta il vulnus più grave. L'Agcom continua a inviare raccomandazioni che nessun direttore Rai ascolta. Matteo Salvini, pur essendo solo uno dei leader dell'opposizione, continua ad essere il politico più presente, trattato con guanti bianchi e copertura da presidente della Repubblica in tg del servizio pubblico come il Tg2 o negli spazi di approfondimento di Rai1 e Rai3. Si è votato in Umbria, ora si vota in Emilia Romagna e Calabria, ma nessun provvedimento è stato ancora preso contro la salvinizzazione dell'informazione. Perchè l'amministratore delegato Salini non interviene?", chiede Anzaldi.

"C'è un'istruttoria dell'Agcom che potrebbe portare ad una maxi sanzione da 72 milioni di euro contro il servizio pubblico per mancato rispetto del pluralismo: possibile che neanche questo sia servito a cambiare rotta? In commissione di Vigilanza proporrò un atto di indirizzo affinché a pagare siano personalmente i direttori che sbagliano e non l'azienda, ovvero i cittadini che la mantengono con il canone", annuncia.

"Altra situazione fuori controllo è quella che riguarda - sostiene ancora il segretario della commissione di Vigilanza Rai - Sanremo, tra inviti a cantanti noti per le parole d'odio nei confronti delle donne, mancata trasparenza sui compensi, gaffe e conflitti di interesse. È stata Striscia la Notizia a rivelare che dietro il caso di Junior Cally ci sarebbe l'ennesima operazione pilotata da agenti e società esterne, per fare soldi e trarre profitto grazie al nome e al megafono del servizio pubblico", conclude.