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Rai, Anzaldi: "Alt allo spreco di denaro pubblico"

L'intervento pubblicato su "MF", 19 maggio 2022.

Razionalizzazione degli aspetti produttivi e misurazione del raggiungimento degli obiettivi fissati. Sono i due temi principali emersi nel nuovo Contratto di Servizio Rai, approvato nella serata di martedì dal Consiglio dei Ministri, che insieme rivoluzioneranno Viale Mazzini. Come ha sottolineato a MF-Milano Finanza Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, «l'atto di indirizzo per il nuovo Contratto di Servizio Rai può rappresentare la svolta che da anni i cittadini aspettano dal servizio pubblico», nella speranza che «l'impegno e il coraggio del presidente Draghi e del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti possano portare a quel cambiamento che tanti governi hanno mancato, spesso addirittura voluto mancare».

In particolare, sottolinea Anzaldi, tra i punti più rilevanti del documento c'è l'informazione, per la quale si chiede «di potenziare il pluralismo informativo e razionalizzare aspetti produttivi del sistema informativo senza dar luogo alla segmentazione editoriale» così come «rafforzare l'offerta di contenuti di approfondimento giornalistico».

Per Anzaldi è «decisivo il richiamo alla razionalizzazione degli aspetti produttivi, che significa dare finalmente seguito alla riduzione delle direzioni e delle poltrone e al taglio dell'inutile moltiplicazione delle testate giornalistiche, ben sette, un unicum che non ha paragoni in nessun altro servizio pubblico europeo».

I richiami alla razionalizzazione della spesa sono ripetuti più volte nel documento del Governo e, assicura Anzaldi, «sarà impossibile per la Rai continuare a sottrarsi e a sprecare denaro pubblico».

In secondo luogo, «un passaggio di fondamentale importanza, introdotto per la prima volta in Rai grazie all'impegno di Draghi e Gíorgetti, è quello della misurazione del raggiungimento degli obiettivi», prosegue Anzaldi sottolineando che «il Governo impone al servizio pubblico di assicurare una maggiore cogenza degli obblighi assunti nel contratto di servizio, attraverso l'introduzione di obiettivi misurabili» e quindi anche potenziando gli strumenti e gli organi di verifica di questi obiettivi, come ad esempio i key performance indicator.

«A fronte di quasi 2 miliardi l'anno di soldi pubblici che riceve dai cittadini, la Rai dovrà raggiungere predeterminati e stimabili con precisione, altrimenti per come la penso io il Governo dovrebbe essere in condizione di mettere a gara certi servizi», conclude Anzaldi.