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Raddoppio Mantova-Cremona, la mozione Iv. Madella: "Quella tratta è strategica"

La notizia su "la Voce di Mantova" e "Gazzetta di Mantova", 24 novembre 2021.

«Chiederò di poter inserire nell'ordine del giorno di uno dei prossimi consigli comunali questa mozione che ho fortemente voluto elaborare con tutta la nostra comunità». A parlare è Fabio Madella, il consigliere di Italia Viva, che chiede una spinta sinergica del Comune di Mantova per la realizzazione di una infrastruttura strategica: il raddoppio della tratta ferroviaria Mantova-Codogno, ad oggi alle prese con la valutazione di impatto ambientale, quantunque già finanziata e commissariata.

Per Iv, l'intervento del consiglio comunale darebbe «un'ulteriore spinta propulsiva a un'opera che riveste indubbio rilievo per il nostro territorio come per quello delle province limitrofe, andando a colmare una lacuna infrastrutturale e di collegamento da più parti lamentata, sia dal punto di vista del trasporto passeggeri che di trasporto merci; in particolare risolverebbe molte delle criticità su una linea oggi a binario unico che col raddoppio consentirebbe il transito di dieci convogli l'ora, contro i quattro attuali, riducendo i tempi di attesa e i disagi per i pendolari».

L'opera, precisa Madella, porta anche un corollario di interventi complementari, come il sovrappasso e la ciclabile bassa da Dosso del Corso al cimitero monumentale di Borgo Angeli.

Il sostegno di Iv alla mozione Madella è totale. «L'impegno affinché l'opera giunga presto alla fase esecutiva di realizzazione (oggi alle prese con le procedure di in Via) parte da lontano spiega Francesca Zaltieri, coordinatrice provinciale di Italia Viva assieme proprio a Madella -. Penso in particolare all'impegno decisivo del nostro deputato Matteo Colaninno, con il quale si sono schierati tutti i vertici del partito, a partire dalla ministra Elena Bonetti e dalla presidente della commissione trasporti della Camera Lella Paita, per far inserire dapprima l'opera nel decreto semplificazioni (ricordiamo il "Piano Shock" sulle infrastrutture voluto da Matteo Renzi nel 2019), e poi sostenerla ad oggi con mezzo miliardo di euro di investimenti già stanziati».

L'opera complessiva si riparte in due lotti strategici: uno tutto mantovano, con breve passaggio nel cremonese, e l'altro tutto nel territorio del Torrazzo. Mentre la parte mantovana, che dovrebbe partire entro il prossimo anno, già sono nella cassa della commissaria Chiara De Gregorio ben 500 milioni, per completare il secondo step dell'opera sul fronte cremonese ne serviranno altri 800 circa.