Sbrollini: «Pronti a lanciare Casa Riformista per essere il perno del centrosinistra»

Le attività ed i successi che portiamo avanti dipendono dall'impegno di ognuno di noi. Ogni contributo è importante.
dona italiaviva

Intervista a Daniela Sbrollini per «Il Giornale di Vicenza» del 27/03/2026

di Roberta Labruna

Onorevole Sbrollini oltre a voi e +Europa, a chi è aperto il progetto?

Casa Riformista è un contenitore politico aperto a tutte quelle esperienze politiche, civiche, amministrative, che si riconoscono in un percorso riformista. A Rovigo, dove ci sono state da poco le elezioni suppletive, abbiamo visto che lo spazio politico c'è tutto.

Alle Politiche prima e alle elezioni amministrative di Vicenza poi Casa Riformista ci sarà? Presenterete la lista?

In alcuni comuni è già successo, adesso c'è un ragionamento aperto su Venezia. Sì, ci presenteremo sia alle Politiche sia alle Comunali di Vicenza.

Con Cario Calenda e Luigi Marattin esiste la possibilità di una ricomposizione?

Io sono orfana del progetto del Terzo Polo. a cui ho creduto, Il mio auspicio è che con Calenda e Marattin ci possa essere un riavvicinamento, Non siamo diversi nelle proposte e nelle idee, vanno superati litigi del passato e personalismi. Mi auguro che accada.

Ma il Terzo Polo era autonomo, non era organico a uno dei due schieramenti.

La verità è che purtroppo la legge elettorale obbliga a una scelta di campo.

A che elettorato guardate? Ai delusi del Pd e ai delusi del centrodestra?

Si, ai riformisti delusi, sparsi nelle varie compagini politiche e ai tanti che consapevolmente non sono andati a votare perché non si sentono rappresentati da una parte e dall'altra. Se guardiamo anche al voto referendario vediamo che lo spazio c'è.

A proposito di voto referendario, Renzi non si è espresso e ha lasciato libertà di voto: non è una posizione pilatesca? E lei come ha votato?

lo ho votato sì. Al nostro interno hanno trovato rappresentanza sia le ragioni del sì che del no. La posizione di Renzi non è stata pilatesca, e stata coerente: in parlamento ci siamo astenuti perché pur condividendo il principio della separazione delle carriere non abbiamo condiviso il metodo: abbiamo presentato una serie di emendamenti migliorativi e il governo non ne ha accolto neanche uno.

Il governo esce molto ammaccato dal referendum, ma il centrosinistra è ancora lontano dall'essere un'alternativa.

C'è ancora da lavorare per essere un'alternativa di governo, è vero, ma è anche vero che in questi mesi si è riusciti a trovare delle convergenze su diversi fronti. Non facciamo certo l'errore di pensare di avere già la vittoria in tasca alle Politiche, ma pensiamo che la possibilità concreta di battere Meloni ci sia perchè il suo governo ha fallito e disatteso tutte le promesse: sulla sicurezza ha fatto solo propaganda, ha fatto leggi contro le donne, non ha fatto nulla per i giovani, nulla sull'aumento degli stipendi e le pensioni, ha aumentato la pressione fiscale e ci ha allontanato dall'Europa per colpa della sua posizione subalterna a Trump.

Ma perché un elettore moderato dovrebbe votare per voi dal momento che vi collocate in un campo in cui ci sono partiti, come Avs e i 5Stelle, che non sono moderati?

Se si parla di estremismi la destra non è seconda a nessuno, perché purtroppo la destra italiana non è una destra moderna e riformista, ma il nostro ruolo è importante esattamente per questo, per rinforzare il centro del centrosinistra che senza di noi sarebbe solo sinistra: siamo in questo campo non per fare testimonianza, ma portare le nostre idee e farle diventare centrali nel programma di coalizione.