17/01/20
Italia Viva territori

Prato, Italia Viva si è presentata alla città

Con Stefania Saccardi, Titta Meucci e l'europarlamentare Nicola Danti, accompagnati da Marzia Cappelli e introdotti da Pierluigi Couzzi.

Nella Sala Polivalente della Provincia di Prato, si è svolta la presentazione ufficiale di Italia Viva alla città, coi suoi rappresentanti regionali, Stefania Saccardi e Titta Meucci, un evento che ha visto anche la presenza dell'europarlamentare Nicola Danti. Gli ospiti sono stati accompagnati da Marzia Cappelli e introdotti da Pierluigi Couzzi.

In una sala assai affollata - nella quale erano presenti, per i saluti istituzionali, anche il Sindaco Matteo Biffoni e il Presidente della Provincia di Prato, Francesco Puggelli - si è svolto l’evento “Italia Viva a Prato” organizzato dai comitati provinciali del nostro partito.

Ai tanti simpatizzanti presenti, Stefania Saccardi ha spiegato che Italia Viva è un partito che guarda al futuro, che sa conciliare l'impegno social e web, con la prossima organizzazione territoriale, della quale si discuterà a breve, durante l'Assemblea Nazionale. Relativamente alle alleanze politiche, Saccardi ha ribadito il posizionamento di Iv nel centrosinistra ed il no ad alleanze programmatiche con il MoVimento 5 Stelle. Inoltre, Saccardi ha sottolineato il ruolo di Italia Viva, nella nascita dell'attuale Governo ed i meriti di Iv nell'evitare l'aumento dell'Iva. Concludendo il suo intervento, Saccardi ha invitato i presenti a riflettere sull'opportunità politica di optare per il futuro o tornare indietro.

Sulla prossima sfida elettorale ha concluso la serata Nicola Danti: “saremo al fianco della sinistra perché la Toscana non può essere consegnata ad altre forze politiche che non farebbero il bene della Regione. Anche perché non vogliamo che la nostra terra diventi come l’Umbria e le Marche che per competitività sono adesso più vicine alle realtà del Sud che al Nord”.

Danti ha poi ricordato l’importante risultato elettorale che portò il Partito Democratico in Europa forte di un consenso elettorale oltre il 40%, seguito dalla sconfitta del referendum del 4 dicembre del 2016, che poteva essere la chance di modernità e opportunità di cui il Paese aveva bisogno. «Ma oggi dobbiamo scrivere un’altra storia – ha concluso – basta essere nostalgici. Un partito politico serve se riesce a dare risposte ai cittadini sull’Europa, sul debito pubblico, sulla crescita, sull’ambiente, sulla demografia e sul lavoro. Il reddito di cittadinanza non ha abolito la povertà e siamo purtroppo il Paese che cresce meno in Europa e che non conta nulla in politica estera e si vede purtroppo dai fatti in Libia”.