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"Politicissimo me": il colloquio di Matteo Renzi con "il Foglio"

Estratto dell'intervista di Valerio Valentini, "il Foglio", 4 luglio 2022. 

È un lungo colloquio con Matteo Renzi quello pubblicato stamani, dal quotidiano "il Foglio", che tocca tutti i principali punti dell'attualità politica e non solo.

Valerio Valentini inizia con una dettagliata descrizione di Renzi, dal quale emerge il ritratto di un uomo "iperattivo, indaffarato, perfino un po' confusionario", intento ad esaminare emendamenti e a comunicare tramite Whatsapp. 

Renzi puntualizza innanzitutto che non ha intenzione di smettere di fare politica. "Questo ritornello - dice - sul fatto che io debba decidermi sullo smettere, oppure no, di fare politica, sta spesso sulle labbra di gente che ancora non ha capito se inizia a fare politica". E, sottolinea, "fare politica richiede un'abilità nel gioco tattico, un'intelligenza strategica".

Con una metafora calcistica, Renzi poi si descrive: "in questa fase mi piace sentirmi Inesta: non segno molto, ma sono decisivo". E continua: "Io vi starò antipatico quanto volete: ma se abbiamo salvato il Paese due volte in due anni è perché noi facciamo politica, mentre altri twittano e fantasticano".

A chi lo vuole fuori dall'agone politico, Renzi dice: "non si scandalizzano perché parlo all'estero: si arrabbiano perché parlo in Italia". E a chi, come Carlo Calenda, gli chiede di scegliere fra politica e business, Renzi risponde che "chi dice questo dimostra non solo di capire poco di politica, e nel caso di Calenda non è una novità, ma di non capire quasi nulla anche di business".

Renzi respinge al mittente anche gli appunti sulla opportunità di tenere conferenze all'estero: "prima firmate per una Commissione di inchiesta per capire dove sono andati i soldi del Covid e poi date lezioni di moralità agli altri".

Sul referendum del 2016, Renzi puntualizza che non fu la strumentalizzazione delle sue annunciate dimissioni l'errore, ma l'idea che aumentare l'affluenza avrebbe portato alla vittoria. In ogni caso, Renzi dice di non avere né rancori, né rimpianti.

Sulla sua immagine di "antipatico di professione", Renzi dice che "in un mondo di incompetenti che si affannano ad apparire umili, preferisco essere un arrogante che sa quello che dice e che fa". E qui rivendica le molte questioni sulle quali il tempo gli ha dato ragione: su Industria 4.0, sull'Europa, sui diritti civili e quelli sociali, sugli 80 euro, sulla politica dell'"un euro in cultura, un euro in sicurezza", sulla riforma del Titolo V con clausola di salvaguardia per la sanità e, infine, sulla legge elettorale per il Sindaco d'Italia, con il superamento del bicameralismo perfetto.

Un passaggio viene poi dedicato a "il Mostro": "sono stato descritto come un nemico pubblico", ma "il successo del libro dice che anche qui iniziano a darci ragione".

Righe che aprono il campo alla riflessione sul futuro di Italia Viva: "Siamo Cassandre stravaganti. Puntiamo al 5%. Quella è la portata del nostro voto utile".

Comunicazione e una riflessione sull'utilizzo dei social: nelle righe successiva, Renzi parla di Salvini e Di Maio: "Salvini è un draghiano altalenante, su Di Maio meglio non dire niente. Per ritrovare un minimo di orientamento culturale, in questa entropia impazzita dei social, bisogna puntare sulla scuola".

"La politica - prosegue Renzi - è servizio al Paese e ai cittadini. Bisogna distinguere fra l'essere popolari e populisti". E su di sé dice: "non sono un elitario, ho frequentato gli scout, vengo dal calcio di provincia e dalla provincia toscana. Arrivato a Palazzo Chigi sono rimasto lontano dalle cene romane e ho cercato di ascoltare il Paese". Perché è proprio dal mancato ascolto che, secondo Renzi, è nato il populismo. "Non sono mai stato un moderato - aggiunge - credo nel radicalismo delle idee. Credo in un riformismo radicale", perché "il populismo si batte con la politica, con le riforme che cambiano davvero la vita delle persone". "Mi concentro - spiega - su quel 10% che sa che avevamo ragione". 

Spazio poi ai ricordi di Palazzo Chigi: "Obama un giorno mi chiamò. 'Rischiate di fare la fine della Grecia' mi disse". Ma oggi, aggiunge Renzi, "mi sento lontanissimo da tutto ciò". 

Sul recente incontro con Macron, al vertice di Renew Europe, Renzi dice: "Gli ho detto, scherzando, che se ha bisogno di una consulenza gratuita su come si governa senza una maggioranza parlamentare sono a disposizione". E prosegue: "è un uomo dotato di grande intelligenza, ha una visione dell'Europa che mi entusiasma". "Mi piacerebbe - dice - parlare di convergenze. Sarebbe bello se Italia e Francia insieme si europizzassero davvero".

Tema Ucraina. Renzi sottolinea che "la situazione è più grave di come viene raccontata". E aggiunge: "sta cambiando qualcosa di profondo negli equilibri mondiali". Sanzioni alla Russia e sostegno all'Ucraina sono i punti fermi.

Su Draghi, Renzi conferma che con lui i rapporti sono ottimi, mentre ricorda l'incapacità politica dei suoi consiglieri durante l'elezione del Presidente della Repubblica.

Sguardo al futuro: elezioni 2023. Renzi preannuncia che sarà una campagna elettorale divertente. A chi si chiede quali schieramenti saranno in campo, Renzi risponde che, come previsto, i 5 Stelle sono scomparsi. Di Conte dice che "l'uomo che vive di sondaggi, constata ora la sua inconsistenza". Per quanto riguarda il resto del panorama politico, Renzi lo definisce "indecifrabile" al momento, sicché ogni previsione è "prematura".

Per quel che riguarda Italia Viva, Renzi dice che "bisogna puntare al 5% ed essere decisivi nella prossima legislatura". Allargare la base, queste le parole d'ordine. "Non farò campagna elettorale cercando di tenere insieme i piccoli equilibri personali", dice Renzi, riflettendo su Calenda, che definisce "incomprensibile". Sul possibile accordo, Renzi dice che: "dovremmo cercare i voti, più che mettere veti. In nome dei suoi principi liberali, vuole intervenire sulla mia vita". Una caratteristica, aggiunge Renzi, da "stato etico", non liberale. 

Parlando di Beppe Sala, Renzi dice che: "potrebbe guidare qualcosa, pur restando al governo della sua città". Sala è "potenzialmente in campo - afferma Renzi - ma è ancora presto per decidere in che ruolo".

Centro e voto utile: Matteo Renzi dice che "il voto utile sarà proprio quello che chiederemo noi. Un voto utile per il Paese, per chi darà garanzie di serietà, per chi sa come si governa, per chi può vantare di aver messo due volte l'Italia al riparo dalle scorribande dei populisti". 

Infine, una previsione: da qui a un anno, dove si vede Renzi? "In Parlamento, a far nascere il nuovo governo, per impedire che ne venga fuori uno sbrindellato".

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa sull'edizione del 4 luglio 2022 de "il Foglio".