14/09/20
territori diritti

Polese: "Vergognosa la mozione del Consiglio Comunale di Potenza contro la Legge Scalfarotto-Zan"

L'intervento del vicepresidente del Consiglio regionale, a margine della visita della Ministra Bellanova, in Basilicata.

“L’approvazione di una mozione a sfavore della Legge contro l’omotransfobia e la misoginia da parte del Consiglio comunale di Potenza è un atto ‘vergognoso’. Il medioevo ideologico e oscurantista a cui siamo purtroppo costretti ad assistere in questi tempi è diventata una vera e propria piaga”.

Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata Mario Polese di Italia Viva che sottolinea: “Trovo paradossale quanto avvenuto al Comune di Potenza per almeno due ragioni. La prima, gravissima, è che questo voto avvenga a poche ore dalla tragedia di Caivano in provincia di Napoli dove una giovanissima donna è stata assassinata dal fratello perché amava un ragazzo trans. Il fratello considerava Ciro ‘infetto’ e per questo ha investito la coppia con la propria auto. Nemmeno fatti terribili di cronaca fermano questa deriva di odio e di strumentalizzazione politica. La seconda ragione è che la maggioranza di destra della città di Potenza non trova nulla di più importante da fare che approvare una vergognosa e inumana mozione contro una proposta di Legge (decreto Scalfarotto-Zan) che è ancora in discussione al Parlamento”.

Per Polese: “Purtroppo i casi di violenza contro chi è ritenuto diverso o verso chi è più debole sono sempre più frequenti. Penso al pestaggio mortale contro Willy a Colleferro a Roma compiuto da 4 balordi o alla violenza sessuale del ‘branco’ contro due ragazze minorenni a Marconia in provincia di Matera. E nonostante questo nel capoluogo della Basilicata c’è chi attraverso sofismi dialettici mette al centro della propria azione politica una vera e propria distonia della realtà”.

“Credo non ci sia più tempo da perdere: le forze sane della nostra società hanno il dovere di mettere in campo tutto ciò che è possibile per frenare queste derive fecondatrici di odio”, conclude Polese.