14/12/20
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"Più dei voti, valgono le sue idee": Claudio Cerasa su "il Foglio"

Nell'editoriale odierno, dedicato a Matteo Renzi, il direttore de "Il Foglio" traccia un profilo del fondatore di Italia Viva, delineando "le virtù del Rompiballe d'Italia", 14 dicembre 2020.

Matteo Renzi viene descritto "come il Rompiballe d'Italia, come il Pierino del governo, come il Rompiscatole di turno, come il Cavallo di Troia delle opposizioni, come l'Insaziabile della maggioranza", scrive stamani il direttore de "il Foglio".

E, tuttavia, "c'è un fatto difficilmente contestabile che riguarda la traiettoria politica" di Renzi, ovvero che non è "mai stato così poco popolare, mai avuto così tanti che gli danno ragione".

Cerasa sottolinea che "il consenso di alcune idee di Renzi, per quanto possa sembrare paradossale, si trova a un livello mai raggiunto neppure durante la stagione più di successo delle idee renziane".

Il direttore de "il Foglio", insomma, ribadisce "la centralità del renzismo", una centralità che "ha a che fare con un fenomeno forse persino più interessante, anche se più sottile, che riguarda l'affermazione postuma di alcune sue idee".

Ad esempio, scrive Cerasa, "i suoi avversari storici si sono resi conto che aveva ragione lui quando un anno e mezzo fa propose di fare un governo con il M5s" e che "aveva ragione lui quando tentò di spingere l'Italia verso l'orizzonte di Industria 4.0". E che, ancora, "aveva ragione lui quando, ai tempi del Jobs Act, cercò di creare nuovi posti di lavoro" e, soprattutto, "aveva ragione lui quando ai tempi del referendum del 2016 sostenne l'importanza di introdurre una clausola di supremazia tale da consentire allo stato di intervenire anche su materie delle quali non ha la competenza esclusiva, in casi eccezionali". Infine, tanti si sono resi conto che aveva ragione sul garantismo, sulla sinistra modello Obama e sulla riforma delle banche popolari

"Ci sono due cose di cui non si può fare a meno per andare avanti: non solo i voti di Renzi, ma anche le sue idee", conclude Cerasa.

Chi lo desidera può leggere l'editoriale a questo indirizzo.