Governo enti locali

Piccole opere, Scalfarotto: "Già 1543 Comuni si sono messi in regola"

La notizia pubblicata da "Italia Oggi",  16 giugno 2022.

Piccole opere, già la metà dei comuni a rischio revoca dei contributi si è messa in regola. Al 10 giugno scorso erano 1.543 i comuni su un totale di 3.280 inadempienti ad aver aggiornato la propria posizione sulla Banca dati delle amministrazioni pubbliche (Bdap) e tra questi 889 hanno già ricevuto la prima tranche di risorse (pari al 50% dell'importo dovuto) per un totale di 55,5 milioni. Gli altri riceveranno i fondi non appena trasmetteranno le prescritte certificazioni di bilancio. Lo ha dichiarato il sottosegretario al ministero dell'interno Ivan Scalfarotto in risposta a un'interrogazione che ha chiesto al Viminale di far luce sul pasticcio delle comunicazioni inviate ai comuni per regolarizzare la propria posizione sui contributi per le piccole opere in materia di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Come si ricorderà lo scorso 12 maggio il ministero dell'Interno ha inviato agli enti assegnatari delle risorse le note di preavviso in cui si chiedevano integrazioni alla documentazione presentata. Gli enti avrebbero dovuto replicare entro 15 giorni per conservare risorse (500 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024, incrementate di ulteriori 500 milioni per il 2021) indispensabili a realizzare progetti di efficientamento energetico, ammodernamento degli edifici pubblici (scuole, musei e ospedali), efficientamento dei sistemi di illuminazione pubblica, installazione di impianti fotovoltaici o di energia rinnovabile, messa in sicurezza e abbattimento di barriere architettoniche.

Si tratta delle risorse rifinanziate dalla legge di bilancio 2020 (legge n.160/2019) e poi confluite all'interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Fondi vincolati al rispetto da parte dei comuni di una serie di rigidi adempimenti burocratici (comunicazione del codice unico di progetto da associare al finanziamento, inserimento dei dati nel sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della banca dati delle pubbliche amministrazioni) e soprattutto di un rigido cronoprogramma in termini di inizio lavori che per il 2021 è stato fissato al 31 dicembre. Una tabella di marcia che, come detto, ha colto impreparati circa 3.280 comuni.

L'elenco delle amministrazioni non in regola è lungo e annovera anche qualche bocciatura eccellente. Brescia, Milano, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari, per esempio, non risultavano aver caricato sulla Bdap alcuna opera ai fini del contributo, mentre comuni come Bologna, Reggio Emilia e Firenze, risultavano solo parzialmente in regola perché non tutte le opere classificate su Bdap ai fini del contributo avevano una data di aggiudicazione e/o avvio lavori entro la scadenza. Di qui la richiesta di integrazione dei dati arrivata dal Viminale e anche dai prefetti che hanno chiesto ai sindaci di fornire entro il 31 maggio un quadro aggiornato delle situazioni riscontrate e delle problematiche rilevate.

Il Viminale aveva subito tranquillizzato i sindaci, precisando che si trattava "di un atto necessario" che non pregiudicava il successivo finanziamento delle opere ed era diretto soltanto "a consentire agli enti di regolarizzare le procedure di monitoraggio e di rendicontazione, essenziali per la successiva erogazione delle risorse 2020 e 2021". Il cronoprogramma, disegnato dalla Manovra 2020 e modificato dal decreto legge Pnrr (dl 152/2021) prevede che il 50 per cento delle risorse venga erogato previa verifica dell`avvenuto inizio dell`esecuzione dei lavori. Gli enti in regola, come detto, hanno ricevuto questa prima tranche lo scorso 8 giugno. L'allarme sembra dunque destinato a rientrare.