Sì all’obbligo vaccinale



La più efficace arma di contrasto al Covid-19 sono i vaccini, la cui sicurezza è ampiamente dimostrata: nel mondo sono già state somministrate 8,81 miliardi di dosi, di cui 110 milioni in Italia. Ora stiamo affrontando la variante Omicron, estremamente più contagiosa, ma gli studi scientifici ad oggi indicano che i vaccini danno una buona protezione dalla malattia grave e dal rischio di ospedalizzazione.

Il risultato è una differenza significativa nel rischio di ospedalizzazione e ricovero in TI tra vaccinati e non vaccinati, con un pericolo di morte di 9 volte maggiore per i secondi. Questo dato non impatta soltanto sulla salute individuale, bensì sulla salute collettiva e sull’intero sistema sanitario: l’epidemia grave tra non vaccinati rischia di compromettere la tenuta del sistema sanitario, che potrebbe non essere più in grado – laddove non vengano adottate per tempo tutte le misure necessarie – di fornire cure adeguate agli altri pazienti.

Il fatto che, ad oggi, ci sia ancora una fetta di popolazione non vaccinata e refrattaria alla vaccinazione è l’elemento che più ostacola l’uscita dall’emergenza. Pertanto, di fronte alla nuova situazione di necessità e urgenza imposta dalla rapidissima propagazione di Omicron, e in concomitanza anche con l’arrivo di nuovi vaccini come Novavax, è venuto il momento di rompere gli indugi, compiendo la decisione più logica e ormai ineludibile: occorre che lo Stato si assuma di fronte ai propri cittadini e cittadine la responsabilità di imporre l’obbligo vaccinale.

Si tratta di una scelta costituzionalmente conforme e di chiarezza, nonché di rispetto nei confronti della stragrande maggioranza della popolazione italiana che, con disciplina e alto senso civico, da lungo tempo sta adottando tutte le misure di contenimento del virus, tra cui la vaccinazione. Non è più possibile chiedere soltanto a questa parte di Italia di adempiere ai propri doveri, assumendosi ogni responsabilità necessaria per l’uscita dalla pandemia.

Petizione con prime firmatarie Annamaria Parente e Lisa Noja

 

 

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