Lasciamo aperti i luoghi di cultura e sport

Cinema e teatri DEVONO RESTARE APERTI. E anche palestre e piscine!
La priorità adesso è limitare il contagio, mettendo in campo tutte le misure possibili per contenere il diffondersi del Coronavirus in questa, come viene definita, seconda ondata.



Proprio in virtù del fatto che questa è una seconda ondata ed abbiamo imparato molte cose dalla prima, oggi serve intervenire con più razionalità, con dati scientifici alla mano, calcolando i rischi di ogni singola attività umana, ascoltando gli esperti.
In questo senso non possiamo in nessun modo condividere la scelta di chiudere luoghi di cultura come Teatri e Cinema, così come non condividiamo la chiusura di luoghi di sport come palestre e piscine. Nell’idea del “chiudere tutto ciò che non è necessario” davvero vogliamo includere la cultura, la bellezza o il benessere dello sport?

Questi sono innanzitutto luoghi di vita, di passione, di impegno. Impegno umano ed economico che tutti i gestori, professionisti, lavoratori di queste attività hanno investito, senza risparmiarsi, in un momento già drammatico economicamente, per dimostrare che erano all’altezza di poter tenere aperto offrendo servizi preziosi in modo sicuro.

Richiuderli oggi significa non vederli aprire più.  

Entrambe queste “categorie” avevano già sofferto i mesi del lockdown primaverile. Hanno provato a reagire, mettendo in campo tutte le misure possibili per riaprire, garantendo la sicurezza degli utenti. I dati dimostrano come queste misure stessero funzionando. Secondo un’indagine di Agis, ad esempio, su 347.262 spettatori negli ultimi 2782 spettacoli, è stato registrato un solo contagiato. Questa è la prova che teatri e cinema possono farcela a rimanere aperti garantendo la sicurezza. Così come le palestre e le piscine. Quali sono i dati epidemiologici che certificano contagi avvenuti nelle palestre? Nei cinema? In piscina?


Oggi non possiamo fare scelte così sulla base di mere congetture. Non ce lo possiamo permettere. Noi vogliamo che questi luoghi restino aperti. E insieme a questo chiediamo che siano immediatamente previsti ristori per tutelare i lavoratori di questi settori che saranno duramente colpiti dalle scelte previste nell’ultimo DPCM del 24 ottobre: ristori che questa volta devono essere erogati tempestivamente e, in questo senso, non affidati a chi non ha dimostrato di essere in grado di gestirli.

Se sei d’accordo, firma la petizione.

 

Isabella Conti
Mattia Mor
Luciano Nobili
Riccardo Nencini
Daniela Sbrollini 

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