Un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico

Il maltempo di questi giorni mette in ginocchio, ancora una volta, molte aree del Paese. Si ripetono scene di devastazioni come effetti anche del cambiamento climatico che produce fenomeni estremi, improvvisi e ripetuti.



Sappiamo da tempo che occorre affiancare all'emergenza una solida e continua attività di prevenzione strutturale di pianificazione e programmazione di interventi. Tutto ciò serve per mitigare i rischi di un Paese fragile, coinvolgendo e coordinando tutti i livelli amministrativi dello Stato.

Il Governo Renzi, per la prima volta nella storia della Repubblica, riuscì a mettere in campo un’attività di prevenzione attraverso l’Istituzione della struttura di missione di Italiasicura a Palazzo Chigi per il contrasto al dissesto idrogeologico e l’edilizia scolastica, e con la nascita del Dipartimento di Casa Italia da affiancare alla Protezione Civile.

Si è trattato di una esperienza positiva che ha portato al primo Piano di opere per il contrasto al dissesto idrogeologico e al primo serio Piano finanziario a lunga scadenza di investimenti con un incremento quantitativo delle risorse. Un lavoro apprezzato, al di là delle appartenenze politiche.

Il Piano delle opere contiene oggi circa 10 mila interventi in tutte le regioni per una cifra complessiva presunta di circa 31 miliardi di euro. Il Piano finanziario prevedeva oltre 12 miliardi di euro di investimenti.

Dal 2014 a fine 2017 sono stati aperti e conclusi i primi 1.445 cantieri per 1,5 miliardi di euro, e risultavano in corso cantieri per un altro miliardo di euro.

Questo lavoro è stato interrotto dal governo giallo-verde, senza alcuna seria motivazione.

Anche Casa Italia, che aveva il compito di provvedere alla riduzione del rischio sismico degli edifici nel rispetto delle norme antisismiche e del recupero delle periferie, da Dipartimento della Presidenza è rimasta bloccata.

Oggi, con forza, chiediamo di riaprirla con strutture di missione dedicate alla prevenzione strutturale del dissesto idrogeologico, all'edilizia scolastica e al rischio sismico.

Per questo lanciamo questa petizione. Mobilitiamoci dal Parlamento alle realtà locali, di là di ogni appartenenza politica.


 Petizione promossa da Raffaella Paita

 

 

Le firme saranno ritenute valide e conteggiate soltanto se provenienti da un indirizzo email reale e funzionante
Se dovessi aver già firmato la petizione, ti ricordiamo che una seconda firma non sarà conteggiata a sistema.

Sottoscrivi la petizione

4.278 Firme Obiettivo: 10.000

Letta l’informativa resa ai sensi dell’art. 13 del GDPR e della normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali acconsento al trattamento dei miei dati personali: