14/10/20
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Parente: "Tempo scaduto: l'Italia ha bisogno del Mes"

L'intervento pubblicato dal quotidiano "il Riformista", 14 ottobre 2020.

Le risorse decise dall'Unione Europea per alleviare gli immani danni arrecati dalla diffusione del Covid-19 sono il segno della volontà di ripresa del cammino di solidarietà e coesione sociale della nostra casa comune. I singoli Stati europei devono collettivamente cogliere le opportunità derivanti da questa terribile pandemia. Anche se il negoziato per il Recovery Fund sembra aver subito, in questi ultimi giorni, una battuta d'arresto, rimane solida la nostra fiducia nella responsabilità della classe politica europea che saprà valutare, delineare e attuare nelle prossime ore l'iter di un grande "piano di ripresa e resilienza" del nostro continente.

Nel frattempo, l'Italia ha, hic et nunc, necessità di accedere ai Fondi del Mes. Come sappiamo, il documento approvato dall'Eurogruppo, in data 8 maggio 2020, apre una nuova linea di credito denominata Pandemie Crisis Support, nell'ambito del vigente Meccanismo Europeo di Stabilità. Il prestito ammonterebbe al massimo al 2% del Pil il 2019 e, dunque, per l'Italia si tratterebbe di 35, 74 miliardi, per la durata di 10 anni, con un tasso di interesse vicino allo 0% (0,35% il primo anno e 0,15% per gli anni successivi) con assenza di condizionalità, fatta salva la destinazione dei fondi per le spese "dirette e indirette di salute pubblica, cura e prevenzione legate alla crisi da Covid-19" e con disponibilità quasi immediata.

Il fattore tempo è fondamentale per decidere di utilizzare queste risorse della nuova linea di credito dell'Eurogruppo perché consentirebbe al nostro Paese di acquisire subito liquidità, limitando nello stesso tempo la spesa per interessi. Occorre sempre evidenziare che l'Italia è tra quei Paesi che soffrono grandi criticità relative agli alti tassi di interesse e all'elevato debito, per cui il Mes sanitario è quanto mai indispensabile. Abbiamo immediatamente bisogno di aumentare la capacità di risposta ed efficienza del nostro sistema sanitario, soprattutto in considerazione del fatto che i contagi si stanno diffondendo in zone del Paese dove le strutture sociosanitarie risultano più carenti o non sufficientemente attrezzate.

Il ministro Gualtieri ha dichiarato che l'Italia non ha bisogno di liquidità per il buon andamento recente delle aste dei titoli di Stato e che si possono acquisire risorse sui mercati finanziari. «Ma se gli ospedali dovessero andare sotto pressione - continua il Ministro dell'Economia - state sicuri che se fosse strettamente necessario lo useremo».

Se attendessimo però che la situazione sanitaria precipiti per correre ai ripari, ciò significherebbe avere la memoria corta rispetto alle valutazioni che si devono trarre dal disastro sanitario ed economico causato dall'inizio dell'epidemia a marzo.

Il rischio di nuovi lockdown e il documento per la ripresa dell'economia sono dietro l'angolo. Con le risorse del Mes potremmo innanzitutto incrementare il sistema di tracciamento del virus, evitare le code dei cittadini ai drive-in, abbattere i tempi di attesa delle risposte ai test, soprattutto di chi ha sintomi, rafforzare il personale delle Asl e dei laboratori di microbiologia, non rischiare di rimanere a corto di reagenti e sostenere la ricerca per l'attendibilità e validazione dei test rapidi. Per i disservizi del sistema non si può più tollerare che un cittadino, come sta avvenendo, debba pagare il tampone per tornare al lavoro.

L'Italia inoltre ha urgenza impellente di finanziamenti per istituire una rete nazionale integrata in Europa, di centri dedicati allo studio, alla messa a punto di soluzioni terapeutiche, diagnostiche e preventive, per combattere questa e altre eventuali minacce pandemiche, nel quadro coerente di un incremento e potenziamento delle capacità industriali del Paese. È fondamentale in questa fase assegnare risorse agli enti locali per mettere in sicurezza i trasporti verso la scuola e le sedi di lavoro, coinvolgendo se ciò lo richiedesse, anche ditte private e servizio pubblico di taxi soprattutto per lo spostamento delle persone più fragili.

È vitale, inoltre, rafforzare il sistema sanitario per non trascurare pazienti affetti da altre patologie, come purtroppo sta avvenendo, a cominciare da quelli cardiopatici e oncologici, e vigilare affinché i cittadini permangano nei loro piani terapeutici. In tema di rete ospedaliera, si dovrebbe valutare l'opportunità di rivedere gli standard definiti dal DM 70/2015, al fine di ridurre il sovraccarico attuale degli ospedali e permettere ai servizi territoriali e di telemedicina di mettere efficacemente a regime la propria attività, anche in considerazione del fatto che l'Italia, come ha ulteriormente evidenziato la recente emergenza sanitaria, si colloca fra i Paesi europei che hanno il più basso numero di posti letto in rapporto alla popolazione.

E infine a noi servono immediatamente risorse per la medicina territoriale con la costituzione di task force composte da professionisti diversi che, mantenendo la loro autonomia, siano in grado di lavorare in equipe, per portare cure preventive e repentine a casa, con l'ausilio dei sistemi digitali, per seguire i pazienti anche a distanza.

Se il sistema Paese sarà in grado di guardare alla realtà così come essa è e a chi spetta prendere le decisioni lo farà senza preconcetti o retro pensieri, sarà imprescindibile decidere di usare la linea di credito dedicata del Mes per far fronte immediatamente all'emergenza e gettare le basi per rafforzare il sistema sanitario nella direzione della prevenzione, della prossimità, dell'implementazione di sistemi di rete tra Aziende ospedaliere e territorio, mettendo in atto una vera e reale integrazione socio sanitaria. La salute bene assoluto, individuale e comune, da tutelare e promuovere, deve guidare, all'interno della nostra casa comune, le scelte politiche, e non meno la capacità di gestire e fruire di tutte le risorse Europee per questo obiettivo.