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Paita: «La svolta alla Spezia è possibile. Scegliamo il sindaco con le primarie»

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Intervista a Raffaella Paita per «Il Secolo XIX» del 16-08-2026

di Marco Toracca

Raffaella Paita, senatrice di Italia Viva e capogruppo del partito a Palazzo Madama, interviene sulla vicenda politica che da giorni sta scuotendo la Spezia e la Liguria con il passaggio di alcuni esponenti politici tra le fila della nuova formazione politica creata dal generale Roberto Vannacci, realtà che sta in crescendo nei sondaggi e capace di un forte appeal su papabili del centrodestra. Il caso più importante, e più recente, di queste settimane è di certo il passaggio di Gianmarco Medusei, consigliere regionale in Liguria e comunale alla Spezia da Fratelli d’Italia a Fn, facendo entrare di fatto il nuovo gruppo politico nelle maggioranza che sostiene il sindaco Peracchini, una coalizione, che dal 2022, anno della conferma dopo la vittoria del 2017, vede al suo interno Lega, Fdi, componenti civiche, Democrazia Cristiana e Vince Liguria. Di fatto con l’addio di Medusei a FdI e l’approdo in Fn, seppur attraverso il gruppo Misto per i tecnicismi consiliari, la maggioranza in Comune ha adesso una componente di estrema destra. «È enormemente grave che la città capoluogo di una provincia medaglia d’Oro per la Resistenza al nazifascismo, non veda chiarire questa situazione politica», spiega.

Senatrice Paita il centrodestra, al netto di quest'ultima novità legata a Fn, alla Spezia, sembra quasi bloccato dall’attesa del via libera al Peracchini-Ter, ipotesi ritenuta anche da molti esponenti di quella stessa coalizione quasi improbabile. Che cosa pensa?

«Aspettano Godot. Ma Godot non arriva come è noto. E mi sembra un indicatore di debolezza il fatto che la destra non abbia alternativa di sindaco in carica. Come a dire che non c’è classe dirigente all’altezza. Per questo il centrosinistra, perché lì la parola centro ci sarà invece, deve farsi trovare pronto, preparare il suo programma, il suo sogno per una città che merita qualcosa di nuovo per il futuro».

Da segnalare di recente la candidatura avanzata dalla vicesindaca Maria Grazia Frijia (FdI), quasi subito stoppata dalla senatrice Stefania Pucciarelli della Lega. Il Carroccio così punta tutto sul Peracchini-Ter con i civici di centrodestra che vogliono ancora una candidatura dalla società civile. Il quadro appare turbolento. Che cosa pensa?

«Con tutto il rispetto per le aspettative della vicesindaca e deputata Frijia (FdI), gli stop della senatrice Pucciarelli (Lega) e i loro movimenti di posizionamento politico qui non c’è una questione di nomi ma di idee per la città. Vengo al merito. La Spezia è insicura, degradata, sporca. Certo abbiamo il turismo e la centrale Enel non c’è più ma non si sa che cosa accadrà in quelle zone. E il dieci anni non è cambiano niente, se non in peggio sull’accesso al mare, la nostra sanità è la cenerentola della Liguria e i giovani continuano a cercare altrove il proprio futuro. Mi chiedo inoltre perché in questi giorni i nostri anziani, costretti nella morsa del caldo, non abbiano una soluzione a disposizione per ripararsi come nelle altre città. E aggiungo che ritengo che il civismo alla Spezia sia morto, spazzato via proprio dall’arrivo di Fn di Vannacci».

Il centrosinistra, questa volta, appare più coeso e compatto. L’alternativa, dopo dieci anni di governo del centrodestra in città è possibile?

«Sì. È possibile. Ma non va data per fatta. Gli spezzini vogliono capire che città costruiamo. Servizi per madri e famiglie come asili e ludoteche. Soluzioni per gli anziani sempre più longevi e con il desiderio di essere autonomi a lungo. E poi il waterfront, perché siamo la sola città a non avere o a non essere riuscita a ottenere un progetto forte finanziato con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Quindi i giardini illuminati, sicuri e collegati al mare. Senza dimenticare l’emergenza casa. Mettiamoci intorno al tavolo con un programma non scritto per noi ma per gli spezzini. Poi sceglieremo il candidato».

I recenti incontri organizzati da Casa Riformista hanno visto grande partecipazione (Sunspace e piazza Ginocchio) toccando temi delicati della vita locale. Come considera questi feedback?

«Casa Riformista-Italia Viva darà una mano alla coalizione con temi concreti: sicurezza, servizi alle famiglie, sviluppo e lavoro. Consapevoli che senza il centro non si vince né nel Paese, né alla Spezia. Se non vogliamo trovarci Giorgia Meloni presidente della Repubblica e Vannacci, capo del governo dobbiamo stare insieme. E anche alla Spezia sarà così».

Come potrà essere scelto l’aspirante primo cittadino del centrosinistra? Le Primarie potranno essere strumento utile nel caso siano decise dalla coalizione?

«Le Primarie sono lo strumento più utile e bello. Perché danno al nostro popolo la possibilità di scegliere. A una condizione però: chi perde aiuta chi vince. E se lo dico io che ho avuto il fuoco amico significa che credo davvero in questa opportunità».

Quale può essere il profilo di chi, secondo lei, dovrà guidare La Spezia per i prossimi cinque anni?

«Deve amare la città, avere idee forti e la capacità di tenere tutti uniti. Vedo persone all’altezza sia nella politica che nella società civile. Non mi interessa da dove viene ma dove vuole andare».

I nodi da affrontare subito?

«La sicurezza alla Spezia è un’emergenza. La sindaca Silvia Salis, a Genova, ha firmato un buon accordo per la città. Perché, alla Spezia, la destra invece di chiedere un emendamento salva-Peracchini non domanda fondi alla presidente Meloni per forze dell’Ordine, telecamere e illuminazione?».

Il trasporto pubblico locale, peraltro oggetto di una recente riorganizzazione delle linee cittadine, è tema di scontro con lamentele di utenti e sindacati, proprio in questi giorni tornata alla carica per i fondi regionali che guarderebbero più a Genova e Imperia. C’è poi il nodo del subappalto spesso al centro dei disservizi. Cosa pensa?

«Noi avevamo lasciato un’azienda in salute. Ora sembra molto in difficoltà. E a pagare sono i cittadini. Spesso i più deboli».