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Paita: «Sono riusciti a fare peggio della giunta Toti. Solo inaugurazioni»

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Intervista a Raffaella Paita per «Il Secolo XIX» del 31-12-2025

di Emanuele Rossi

«Confesso subito di essere direttamente colpita dalla soppressione dei due Frecciargento tra Genova e Roma, ma questo non cambia un dato: l’isolamento della Liguria peggiora ed è l’effetto evidente di un deficit di autorevolezza politica di questo territorio nel governo». Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia viva, da sempre attiva sul tema delle infrastrutture, commenta così la notizia della riorganizzazione decisa da Trenitalia. E non lesina le critiche alla Regione e al ministero.

Paita, dovrà prendere un altro treno per andare a Roma...

«Hanno smantellato l’unica cosa che era riuscito a ottenere Toti, il treno velocetto via Firenze, si vede che si vuole marcare la discontinuità a spese dei cittadini. In dieci anni di governo del centrodestra in Regione e dopo tre anni e mezzo di governo a Roma non si segnala alcuna iniziativa per l’alta velocità in Liguria».

Perché c’è il Terzo valico, anche se è in ritardo.

«Il Terzo valico è un’opera utilissima anche se vorrei vedere meno cerimonie e avere una data di fine lavori... Ma riguarda il collegamento con il nord, il corridoio con Rotterdam. Invece il collegamento con Roma è ignorato, siamo nella stessa situazione di 10 anni fa avendo perso l’occasione del Pnrr».

Sono lavori necessari per la sicurezza, dice l’azienda.

«Sono necessari per la sicurezza, ma non per migliorare la linea. E comunque si poteva chiedere il ripristino di una coppia di treni in altro orario. La verità è che si risparmia su quei territori che non hanno l’autorevolezza politica nel governo nazionale».

Si riferisce al viceministro Edoardo Rixi?

«Non getto croci. Ma è evidente che un vice ministro dovrebbe farsi sentire se si crea un danno gigantesco ai cittadini liguri. Ma anche la Regione: l’assessore Scajola tuona che la pazienza ha un limite? La pazienza è finita. E questa volta non possono certo dare la colpa alla sindaca di Genova come stanno facendo per qualsiasi cosa. Aggiungiamo la situazione dei voli per Roma a prezzi esorbitanti, il taglio dei fondi a IIT. L’unica che punta i piedi per il nostro territorio è la sindaca Salis».

C’era la proposta della continuità territoriale, ma non ha avuto successo.

«C’è per la Sicilia, la Sardegna, le Marche ma la Liguria no. Eppure siamo distanti tanto quanto dai centri nevralgici del Paese. A questo si aggiunga una debolezza complessiva della rete autostradale, dove i cantieri vanno avanti da anni senza essere governati, si può chiedere umilmente quando mai finiranno? Qual è stata l’iniziativa per progettare nuove tratte autostradali sicure?».

Beh, si sta aspettando la Gronda...

«Siamo al terzo anniversario dell’inaugurazione del “lotto zero”. All’epoca io dissi che mancavano i soldi e Rixi disse che facevo terrorismo. Non esiste un politico più pro-Gronda di me. Eppure riscontro uno spirito di rassegnazione, per non urtare la maggioranza di governo. Idem sul tunnel della Fontanabuona: Bucci ha detto che i lavori partivano a marzo, ma non ha specificato di quale anno. Bisogna chiedere trasparenza e verità. Invece abbiamo un ministro dei trasporti che cade dal pero di fronte ai rincari dei pedaggi autostradali».

Le critiche le abbiamo sentite, ma lei cosa propone?

«Uno: con tutti i soldi che Trenitalia incassa dalle Cinque terre si faccia una potente redistribuzione dei servizi regionali. Due: i liguri non paghino pedaggi per le tratte autostradali liguri fino a quando ci saranno questi cantieri. Tre: la Regione si attivi con la Toscana per avere almeno due tratte veloci con Roma».

Intanto, il governo ha approvato la riforma della Porti d’Italia spa, che ne pensa?

«Mi sembra l’esatto contrario dell’autonomia. Avverto invece un rischio: che le risorse per gli investimenti dei porti liguri vadano ad altri porti italiani. E non si capisce quale sia il vantaggio pratico, se non quello di controllare le nomine da Roma. Ma l’ha fatta la Lega o Lollobrigida? Un pasticcio».