Intervista a Raffaella Paita per «La Repubblica Genova» del 20-05-2025
di Alberto Bruzzone
Paita: «La nostra una candidata forte, coraggiosa e che unisce»
«Silvia Salis vincerà perché ha saputo ascoltare, rischiare, unire, correre e perché ha sorriso e ascoltato i cittadini anche nei giorni degli attacchi più duri». Non ha dubbi Raffaella Paita, presidente del gruppo di Italia Viva al Senato e già assessora regionale. A pochi giorni dal voto, racconta le sue impressioni a Repubblica. «I riformisti sono essenziali a questa coalizione sui temi dello sviluppo».
Senatrice Paita, a meno di una settimana dalle elezioni, che clima avverte in città?
«Sono stata a volantinare in mezzo alle persone. Sono abituata così: jeans e scarpe da ginnastica per ascoltare i bisogni e anche le critiche dei genovesi. A me sembra ci sia una gran voglia di cambiamento e che Genova si aspetti di svegliarsi governata da una donna capace e determinata che non si è risparmiata in una campagna elettorale che ha condotto dall'inizio alla fine con un principio guida: l'amore per Genova, la voglia di vederla tornare forte e autorevole».
Che risultato si aspetta per la lista Riformiamo Genova?
«Senza la nostra lista, senza i riformisti e il centro, il centrosinistra ha perso anche alle Regionali. Noi siamo la garanzia che in una coalizione ampia i temi della crescita, dello sviluppo, dell'industria, del porto, delle infrastrutture saranno centrali. E lo è soprattutto Arianna Viscogliosi che sta facendo una corsa bellissima e appassionata. Silvia Salis trasformerà Genova e noi la aiuteremo a farlo creando posti di lavoro e rompendo l'isolamento infrastrutturale della città. Purtroppo Genova non ha completato le infrastrutture e con Salvini sono stati anche tagliati i treni, peraltro sempre in ritardo, e purtroppo rischia con la crisi di Ilva non governata da Urso. E purtroppo ha perso anche molte opportunità con la crisi che ha coinvolto il porto. Tutto questo ora può cambiare».
La lista Riformiamo Genova è il primo esperimento dopo molto tempo in cui convivono Azione e Italia Viva. I riformisti in coalizione sono anche l'unica occasione in cui il centrosinistra ha vinto in Liguria in questi ultimi dieci anni: ritiene che in caso di esito positivo questa possa essere una base anche a livello nazionale?
«Io parlo per Italia Viva. La sola speranza di costruire una vera alternativa al governo Meloni è di avere dentro il centrosinistra un centro che guarda a sinistra. Renzi sta facendo un grande lavoro di opposizione. Schlein ha chiarito che costruirà una alleanza senza veti e noi stiamo facendo la nostra parte a Genova come nel resto del Paese. Certo, con le nostre idee e convinzioni, ma in uno spirito unitario. Perché gli italiani sono mortificati da una sanità insufficiente, tasse più alte e caro bollette. Il nostro dovere è pensare al loro futuro, non alle liti o divisioni interne».
Quanto c'è di riformista nel programma di Silvia Salis e in quali punti?
«Silvia ha espresso un concetto forte durante tutta la campagna elettorale: estendiamo le opportunità a tutti i genovesi. Un autobus in più, un asilo in più, un centro anti violenza in più, una infrastruttura in più, una pista ciclabile in più, una piazza in più. E poi di Genova deve parlare il mondo. È una capitale del Mediterraneo. E deve riprendersi questo ruolo ma per farlo ha bisogno di energie fresche e nuove. Uso una bella citazione di Ivano Fossati da "Il talento delle donne" per Silvia: "Certe volte il coraggio è così naturale"».
Ha detto spesso che il ciclo del centrodestra a Genova si è chiuso con Bucci. Perché Piciocchi non vi ha convinto?
«Non dirò mai una parola negativa su Piciocchi. Io le campagne elettorali le gioco con la politica, non con i colpi bassi che ho subito in larga misura in Liguria. Il punto è che non si sceglie un sindaco nel ricordo di quello precedente. Da Piciocchi non ho sentito idee nuove, progetti coinvolgenti. Inoltre io sono una riformista di centrosinistra. Sa cosa mi ha indignato di più? Vedere che un candidato sindaco che si definisce un moderato abbia accettato che nella sua campagna elettorale giocasse un ruolo Vannacci. Mi rivolgo a tutti i moderati e riformisti: dove c'è Vannacci, non c'è il centro. Per questo nel centrodestra i moderati non possono avere cittadinanza».
In caso di risultato positivo della lista Riformiamo Genova chiederete un assessorato?
«Non abbiamo mai posto il tema dei ruoli come centrali. Ma ovviamente come Italia Viva abbiamo uomini e donne capaci in grado di rappresentare bene il centro».
