28/10/19
Italia Viva territori

Raffaella Paita: "Senza di noi difficile vincere"

Raffaella Paita: "Senza di noi difficile vincere"
Intervista di Matteo Macor, la Repubblica Genova, 28 ottobre 2019

Oggi il varo del gruppo consiliare in Comune, formato da un ex Pd e due ex consiglieri della lista Crivello, domani la prima seduta del gruppo appena formato in Regione. Prende corpo e struttura, la presenza di Italia viva a Genova e in Liguria. A pochi giorni da quello che è stato il congresso fondativo del partito di Matteo Renzi, alla Leopolda di Firenze, rimane da capire quali ne saranno davvero i movimenti in chiave elettorale sui territori.

In vista delle consultazioni della prossima primavera, però, il messaggio che lancia a dem e M5s l'unico deputato ligure di Iv, Raffaella Paita, è molto chiaro. «Hanno già iniziato a confrontarsi tra loro, ma attenzione - mette in chiaro l'ex candidata Pd alla presidenza della Regione - perché senza Italia viva un'eventuale vittoria del centrosinistra diventerebbe molto meno probabile».

Paita, alle regionali in Umbria Italia viva non si è presentata. Alle Regionali liguri, invece, cosa farà?
«In Umbria non avremmo fatto in tempo a presentarci. Nelle altre regioni c'è invece la volontà di arrivarci con una nostra proposta».

Pd e M5s hanno già iniziato a lavorare per costruire la coalizione anti-Toti. Ne farete parte anche voi?
«Finora hanno parlato tra loro solo M5s e Pd, ma mi auguro ci sia il desiderio di vincere davvero, includendo tutti. Un rapporto claustrofobico solo tra queste due forze politiche non può bastare. Senza Italia Viva diventerebbe difficile, contendere la Regione a Toti, e se si inizia a dialogare fin d'ora sarà più semplice costruire una coalizione equilibrata. Detto questo, è chiaro che si potrà costruire qualcosa solo sulla base di determinate premesse».

Ovvero?
«Oggi Italia Viva è al governo nazionale sulla base di un'alleanza circostanziata alla necessità di contrastare la Lega di Salvini. Ci sentiamo profondamente diversi, però, dai M5s. Un'alleanza con loro, in condizioni normali, sarebbe contro natura. Ecco perché, sui territori, eventuali coalizioni saranno valutate di volta in volta, di realtà in realtà. Esclusivamente sulla base di progetti e contenuti».

Impresa non facile, in politica. In Liguria soprattutto.
«Per Italia viva, in Liguria, lavorare a contenuti e programmazione può voler dire solo una cosa: lavoro. Posizioni chiare sul tema dello sviluppo, della crescita, delle infrastrutture, e pure una certa coerenza in tema di ex Ilva, perché non si può rinunciare alla filiera dell'acciaio. Bisogna immaginare un futuro in cui l'industria non sia considerata marginale, ma prioritaria. Solo su questa base, potremo fare parte di una coalizione seria».

Italia Viva è piccola e appena nata, ma già indispensabile, insomma. È questo il messaggio?
«Basta vedere i sondaggi. I numeri dicono che la sfida regionale è aperta, ma Toti è ancora da battere. Del resto la destra ha già un suo candidato, il centrosinistra no. Il centrosinistra viene da una sconfitta, la destra no. Servirà unione e insieme coerenza. Sia chiaro, insomma, che non basterà la sommatoria di forze politiche impegnate solo nel contrapporsi a qualcuno, né basterà che chi in passato ha lavorato per dividere la sinistra ora lavori per riunirla. Quando andremo a parlare con gli operai di ArcelorMittal, a proposito di ex Ilva, non basterà l'intenzione comune di opporsi alla destra: serviranno idee, progetti, linee comuni, forze fresche».

Tra i papabili candidati di coalizione si sono fatti i nomi di Federico Romeo, Paolo Comanducci, Annamaria Furlan. Qual è, quello di Italia Viva?
«Sono tutti profili importanti, Romeo ha fatto molto bene sul suo territorio. Ma non mi piace entrare nel merito dei nomi, né penso sia la stagione giusta per scegliere i nomi sulla base delle indicazioni dei singoli dirigenti. Prima troviamoci sulla base dei contenuti, dopo parliamo di coalizioni e dei nomi in grado di interpretarli».