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Paita: “Primi soldi per lo Skytram nella prossima finanziaria”

La notizia pubblicata da Il Secolo XIX, 6 novembre 2021

I primi soldi veri, per il progetto dello Skytram in Valbisagno, potrebbero arrivare entro la fine dell’anno con la legge di Stabilità. Ma non basteranno a completare l’opera. Lo ha rivelato ieri sera Raffaella Paita, presidente della Commissione trasporti alla Camera, intervenendo all’assemblea pubblica sul progetto organizzata a Prato dall’associazione Rsms (rigenerazione sociale Molassana e Struppa) e dal comitato per il prolungamento del metro sino a Prato.

Assemblea molto vivace a cui ha preso parte anche il sindaco Marco Bucci, con Edoardo Rixi, responsabile infrastrutture della Lega, il presidente di Amt Marco Beltrami e il presidente del municipio Roberto D’Avolio. Mentre il dirigente dello sviluppo infrastrutture e grandi progetti Alberto Bitossi spiegava che al momento non c’è ancora una risposta dal Ministero dei trasporti (la call è del 15 gennaio) sulla richiesta di finanziamento da 579 milioni di euro, Beltrami rassicurava sul fatto che il prolungamento dell’infrastruttura sino a Prato (il progetto ora si ferma a Molassana), richiesto a gran voce dai comitati organizzatori, sarà oggetto di una prossima richiesta, sempre al Mims, nel 2022, con la previsione di un abbassamento dell’infrastruttura a raso, dopo Molas- sana. 

In questo quadro di incertezza sui finanziamenti - ingenti - che servirebbero per avviare lo Skytram, Paita ha preso la parola per svelare che «In legge di Bilancio ci saranno sino a 200 milioni per Genova per infrastrutture di trasporto pubblico di massa, quindi per questo progetto e per la monorotaia di Erzelli. Ma il progetto per reggere non deve sovrapporsi a quello degli assi di forza, quanto essere complementare». 

Mancherebbero comunque centinaia di milioni, per cui si deve ipotizzare un piano finanziario. Rixi ha aggiunto che «in questo momento i soldi si possono prendere, perché c’è un governo che li dà. Ma ci vuole la piena condivisione del territorio e della politica, altrimenti altri ci passano davanti». 

E su questo punto l’obiettivo non è vicino: il presidente del Municipio Roberto D’Avolio infatti ha dato voce alle tante perplessità sul progetto del collegamento sopraelevato e chiesto che si torni a pensare al tram e a collegamenti in sede protetta: «Servono le corsie riservate, con quelle si ottiene la velocizzazione dei collegamenti». 

Tra i più critici anche Lara Delpino del Movimento cinque stelle: «Questo treno passerebbe dalla sponda meno abitata della vallata e con le fermate troppo lontane da dove vive la gente». A chiedere invece di «non perdere questo treno, unico per ridare vita a tutta la vallata» è il sindaco di Davagna Ivano Chiappe, vicino al Pd. Alla fine della lunga trafila di interventi, il sindaco Marco Bucci ha risposto ad alcune domande e difeso con veemenza le scelte del Comune: «E vero che in campagna elettorale tutti parlavano di tram», ha riconosciuto, «ma poi abbiamo fatto le analisi con i tecnici e abbiamo visto che per mettere il tram in Valbisagno avremmo dovuto bloccare il traffico per quattro anni. Poi avreste avuto il tram ma il sindaco non c’era più, perché sareste venuti a prenderlo». 

Chiusura con polemica verso D’Avolio: «Chi è nelle istituzioni non deve aspettare che le soluzioni gli arrivino in ufficio», ha attaccato il sindaco. «Abbiamo chiesto per mesi i progetti dello Skytram, senza risposta. Vogliamo fare infrastrutture che siano condivise. E faremo molti altri incontri sul tema, spero che il sindaco potrà essere con noi», ha risposto il presidente del Municipio.