L'intervento pubblicato da "Il Secolo XIX", 20 febbraio 2022.
La deputata spezzina di Italia Viva invita il centrosinistra a stingere i tempi per le comunali.
"O si fanno le primarie ed ogni forza della coalizione esprime un proprio candidato e poi chi vince viene sostenuto da tutti. Oppure si trova un candidato, totalmente civico, che unisca tutta la coalizione». Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, è netta. L'impasse in cui è piombato il centrosinistra inquieta i renziani. Perché le sabbie mobili che hanno riguardato fino a ieri anche il centrodestra potevano essere l`occasione per «un gola porta vuota». E invece «l'atteggiamento del centrosinistra è desolante. Qui il punto non è nemmeno più se fanno o meno le primarie, il punto è che non si fa niente». I tentativi di trovare un nome che unisca, da Nardini fino a Centi, sono stati dei flop. «Abbiamo chiesto le primarie e ci hanno detto di no. Adesso sento parlare anche di eventuali nomi politici. No, non vanno bene tutti inomi per tutte le stagioni. Il tempo si sta esaurendo senza che si assumano decisioni».
Paita cerca di spronare la coalizione, sottolineando che «però non ci hanno più cercati». E sulla discussa candidatura del consigliere di Le Ali a Spezia Lista Sansa, Guido Melley, che non ha al momento convinto tutte le forze in campo a cominciare dal Pd, Paita propone una soluzione. «Melley forse sbagliava nel pretendere di essere il candidato di tutti, ma siccome ha aperto alle primarie mi sembra doveroso garantire la sua partecipazione. Se vincerà lo sosterremo tufi. Se Italia Viva proponesse Corrado Mori, solo per fa- re un esempio, e vincesse il confronto tutti dovrebbero sostenerlo. Se all'epoca le primarie fossero state vinte da Cofferati - fa un balzo indietro alle regionali 2015 - io lo avrei sostenuto. Non si può accettare che uno pretenda di fare il candidato a tutti i costi, ma neanche impedirgli di candidarsi e confrontarsi con lo primarie». L'alternativa è un profilo davvero civico, che non sia espressione di parte.
Paita commenta anche quanto accaduto nel centrodestra nelle ultime ore, con il sostegno unanime a Peracchini dopo gli strali. «È la dimostrazione che sono uniti dal potere, disinteressati alla coerenza dei messaggi che lanciano ai cittadini pur di mantenerlo. Hanno risolto l'inadeguatezza che fino all`altro giorno riconoscevano nel sindaco Peracchini dicendo che è il candidato di nessun partito. I cittadini non potranno che ricordarsi di quello che è accaduto, a conclusione di 5 anni che hanno prodotto zero. Lo hanno detto loro stessi».
La sanità e l'ospedale del Felettino che ancora non si vede dovranno essere i temi centrali della campagna elettorale. «La Regione Liguria non è riuscita a portare avanti il progetto nonostante i finanziamenti pubblici. Oggi ci lasciano un ospedale, il Sant'Andrea, con gravi problemi manutentivi. Fa accapponare la pelle quello che accade in questi giorni nei reparti, la politica che non si rende conto di questa situazione ha fallito. E la favola che la colpa è di chi ha governato prima non regge più dopo 7 anni. E così hanno iniziato lo scaricabarile tra di loro, ma ricordo che sindaco, presidente della provincia, presidente della regione e sottosegretario alla sanità sono tutti di centrodestra. Vorrei sapere in che tempi metteranno in ordine il Sant'Andrea e realizzeranno davvero il nuovo Felettino. Vorrei sapere perché non attuano una strategia per utilizzare di più nel frattempo il San Bartolomeo a Sarzana. Mi chiedo perché centrosinistra- invece di litigare sul nome del sindaco non faccia fronte comune su questa emergenza».
