Intervista a Raffaella Paita per «Il Secolo XIX» del 22-01-2025
di Silvia Pedemonte
«La situazione è catastrofica per tutto il Paese e la Liguria è un problema nel problema. Serve un pacchetto straordinario per Genova e la Liguria, un po' come il finanziamento straordinario per Roma. Per sbloccare la Pontremolese, le Aurelie bis e vedere realizzato il raddoppio ferroviario del Ponente: Bucci ha ricostruito il Ponte, glielo riconosciamo tutti. Ma ora deve puntare i piedi con il governo per la priorità delle priorità, i trasporti». Raffaella Paita, senatrice, coordinatrice nazionale di Italia Viva, già presidente della IX Commissione (trasporti, poste, comunicazioni) ed ex assessore regionale alle Infrastrutture in Liguria boccia il ministro Matteo Salvini ma mette sul tavolo soluzioni concrete, per l'Italia e la Liguria piegate dal caos treni (e non solo, per i collegamenti).
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini oggi parlerà al Senato. Come Italia Viva avete già annunciato la mozione di sfiducia.
«Gridare alla tesi dei sabotaggi è demenziale. Non si può escludere categoricamente che qualche episodio isolato possa esserci stato e sarà la magistratura a fare chiarezza ma il peggioramento del servizio sia nel 2023 che nel 2024, evidenziato da dati sui ritardi, indica che il vero problema è altrove».
Dove?
«Nell'incapacità del ministro che, in due anni, non è stato in grado di governare i cantieri del Pnrr, né di dare soluzioni sui principali nodi ferroviari ovvero Milano, Firenze e Roma, diversificando i flussi dell'alta velocità e dei treni ordinari. La mancanza di una strategia, di un pensiero lungo di governo: è questo, il vero problema. E non solo».
Cosa, d'altro?
«Il ministero delle Infrastrutture è lento nell'utilizzo delle risorse Pnrr che, nel 2026, scadono. Lo vediamo anche sui rallentamenti nella conclusione del sistema di sicurezza delle reti Ertms. La rete è sotto schiaffo e ci sono ritardi delle opere sotto gli occhi di tutti, anche nei collegamenti stradali come la Salerno-Reggio Calabria e la Palermo-Catania».
In Liguria l'isolamento si moltiplica.
«Le soluzioni alternative al treno a volte non ci sono nemmeno, penso alla cancellazione del quinto collegamento giornaliero aereo fra Genova e Roma. E le autostrade che, nonostante gli emendamenti di Italia Viva per non applicare l'aumento, in Liguria hanno alzato i pedaggi, sono un susseguirsi di criticità».
Il tilt dei collegamenti liguri dove va ricercato, oggi?
«Quando avevo detto che per la Gronda non c'erano i soldi necessari c'è chi mi ha dato della menagramo. Sono passati due anni e della Gronda non c'è niente, zero. Il Terzo Valico è in ritardo, il Nodo ferroviario di Genova anche. Altre opere, come il raddoppio ferroviario del Ponente sono esattamente al punto in cui le avevo lasciate io. In questi anni sarebbe stato necessario il finanziamento della Pontremolese, così come delle Aurelie bis e la realizzazione del tunnel della Fontanabuona. Questo serve, ora».
Sul caos treni la senatrice leghista Stefania Pucciarelli ha accusato la vicepresidente dei deputati del Pd Valentina Ghio di attaccare per fare campagna elettorale in vista delle elezioni di Genova.
«Hanno sbagliato entrambe. Io non sono come quelli che quando devono dire sì alle infrastrutture fanno i timidi e magari dicono no per andare dietro ai Cinque Stelle. Né, su questa vicenda, come tutti i liguri sono disposta a credere alle frasi demenziali di chi grida al sabotaggio. Ho una posizione terza e la rivendico: non basta anche se è giusto che l'assessore Marco Scajola gioisca per i rimborsi, la Regione deve chiedere di più al governo. Perché senza collegamenti muore l'economia e il futuro di questo territorio. E annuncio già che il pacchetto di risorse straordinarie per la Liguria sarà un mia iniziativa concreta. Così capiremo chi è davvero a favore delle opere anche nelle opposizioni e se il governo Meloni sta dalla parte dei liguri o no».
