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Paita: "Dai territori e dal mondo produttivo una voce forte affinché Draghi resti a Palazzo Chigi"

L'intervento pubblicato da "il Secolo XIX", 16 luglio 2022.

Se Roma entra nel vortice delle elezioni politiche, un'ondata di immobilismo rischia di propagarsi su per la Penisola, sino alla Liguria. Sono tanti i dossier aperti. Pratiche o progetti che attendono una firma, un voto, un decreto attuativo, un parere ministeriale per partire o per una definizione. E con il Piano nazionale di Ripresa e resilienza ormai avviato (con una stima di 7 miliardi di investimenti mobilitati sulla Liguria nei prossimi anni) la posta in gioco è ancora più alta. Non solo. Ci sono leggi e riforme che hanno un impatto diretto su settori economici strategici da Sarzana a Ventimiglia, e potrebbero rimanere ancora nel limbo dell'indeterminatezza, basti pensare agli stabilimenti balneari: la riforma delle concessioni demaniali marittime è contenuta all'interno del disegno di legge sulla concorrenza che dovrebbe ripassare alla Camera. Se saltasse tutto, si ripartirebbe dalla sentenza del Consiglio di Stato che dice solo una cosa: dal 31 dicembre 2023 le spiagge vanno messe a gara.

«Siamo pronti a firmare il progetto esecutivo dell`opera a partire dal mese di luglio». Così parlò il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini lo scorso 5 maggio. Il progetto della Gronda è fermo al ministero (allora dei Trasporti) dal 2018, l'estate del tragico crollo del Morandi. Sono passati quattro anni, Autostrade ha cambiato mani - con un robusto ritorno del pubblico, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti - e l`amministratore delegato Roberto Tomasi ha ribadito ancora martedì a Genova che «a settembre apriremo i cantieri». Manca però ancora quella firma del ministro. E pensare che sia un direttore o un funzionario a dare l'ok ad un'opera da 4,7 miliardi di euro, il più importante intervento infrastrutturale sulle autostrade in Italia, riesce francamente difficile.

Sempre sul fronte infrastrutturale, poi, ci sono partite legate alla prossima legge di stabilità come il Raddoppio ferroviario del Ponente, altra opera attesa da decenni. Servono due miliardi e la presidente della commissione trasporti Raffaella Paita si era detta fiduciosa dell'inserimento nella prossima finanziaria.

«C'è la Gronda, il raddoppio ferroviario del Ponente ligure, la Pontremolese e tutti i progetti infrastrutturali che rischiano di fermarsi e di non risolvere così il problema dell`isolamento del nostro territorio», dice la deputata di Italia Viva, «in questo momento è importante che si levi, anche dai territori e dal mondo produttivo, una voce forte perché rimanga a Palazzo Chigi Mario Draghi, per la nostra credibilità internazionale, per la sua capacità di risolvere i problemi in questo momento delicato ma anche per la Liguria, per i suoi sogni e progetti e per quel che di buono stavamo facendo».