Intervista a Luciano Nobili per Il Tempo del 2-10-2023
di Christian Campigli
«Legittimare il sistema delle occupazioni abusive è uno schiaffo in faccia alle famiglie oneste, che hanno diritto ad un alloggio che aspettano da anni e che sono doppiamente vittime: delle mancate risposte da parte della pubblica amministrazione e dalla violenza di chi occupa case che non gli spettano». Luciano Nobili, renziano della prima ora, commenta così le recenti esternazioni della primula rossa lanciata dal duo delle meraviglie, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Ilaria Salis ha teorizzato l'occupazione delle case altrui come proposta politica.
Possibile che un parlamentare europeo non conosca l'art. 42 della Costituzione?
«Le parole della Salis, che legittimano l'illegalità, sono molto gravi e sbagliate. Vanno contro non solo il dettato costituzionale ma anche logica e giustizia sociale. Io sono andato a manifestare sotto l'ambasciata d'Ungheria per chiedere giustizia per Ilaria Salis. E lo rifarei domattina. Ma la sue dichiarazioni in cui dice che le occupazioni sono la sola vera politica per il diritto all'abitare sono inaccettabili».
Esiste il rischio che certi movimenti estremisti, di lotta per la casa, prossimi ai centri sociali, vengano legittimati come soggetti politici?
«Nei fatti sta già accadendo. La battaglie politiche non si discutono, sono sempre legittime, anche quelle di chi ha idee lontane dalle mie. La violenza delle occupazioni no. Il diritto alla casa non può tradursi nel diritto ad occupare le case».
Come si può venire incontro alla crescente richiesta di case popolari?
«L'emergenza abitativa è un problema serio nel nostro paese. E che finisce per coinvolgere non solo i poveri, ma anche tante giovani coppie che non riescono a costruire una famiglia anche per la difficoltà a trovare casa. A Roma, ad esempio, bisogna partire dalle necessità delle 14mila famiglie che sono in lista, spesso da anni, per un alloggio popolare. Va completato un censimento del patrimonio pubblico disponibile, comunale e regionale. Bisogna puntare sul recupero del patrimonio di case disponibili e sugli interventi di riqualificazione. Chi ha i requisiti deve avere una risposta».
Giuseppe Conte vuole impartirvi lezioni e spiegarvi cosa è la sinistra. Ma non è lo stesso che, in veste di Presidente del Consiglio, ha firmato i decreti sicurezza?
«Conte è incredibile, uno zelig capace di dire e fare tutto e il contrario di tutto. Ha governato con Salvini chiudendo i porti insieme a Toninelli, non sa scegliere tra Trump e Harris, tra Macron e Le Pen, ha esaltato sovranismo e giustizialismo. Insomma: non ha alcun titolo per rilasciare patenti di sinistra a nessuno. Mentre noi facevamo Jobs Act e unioni civili, lui chiudeva i porti e accoglieva i soldati russi in Italia. La nostra storia è nel centrosinistra da quindici anni, la sua storia non esiste. Il suo vero obiettivo è Elly Schlein, non vuole riconoscere al Pd la guida della coalizione e a Schlein la leadership».
In Liguria non è stato possibile trovare una sintesi. Crede che il campo largo sia ancora realizzabile?
«Non amo l'espressione Campo largo. Anche perché chi la ripete come Conte, in realtà vorrebbe un campetto in cui fare il bello e il cattivo tempo. Noi dobbiamo costruire insieme il nuovo centrosinistra. Per farlo ci vuole un serio patto di governo, secondo la proposta avanzata - con grande lungimiranza - dal Pd di Schlein. La sua linea può portare di nuovo il centrosinistra a vincere. E noi, insieme a chi vorrà, ci candidiamo ad essere il centro di questo nuovo centrosinistra. Dobbiamo cominciare a farlo con due bravi sindaci candidati governatori: in Emilia Romagna, dove a differenza di Conte - siamo stati al governo con Bonaccini in questi anni con i nostri amministratori e in Umbria con Stefania Proietti».
In Toscana Conte e Fratoianni chiedono le primarie per decidere chi sarà il prossimo candidato governatore. Voi di IV siete a favore?
«Noi siamo in maggioranza e sosteniamo Eugenio Giani. Conte è all'opposizione. Fratoianni non si e capito. Dopo di che o le primarie si fanno sempre o non si fanno mai. Ma il loro obiettivo è far fuori Schlein, non far fuori Giani».
