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Nobili: "Coi grillini per vincere? No, tanto si torna al proporzionale"

Intervista di Gaetano Mineo, "il Tempo", 10 dicembre 2021.

L'unica certezza è che Italia Viva non sarà mai alleata con i sovranisti e con i Cinquestelle. Tutto il resto è discutibile partendo da un centro riformista a cui Matteo Renzi già sta lavorando. Non ha dubbi il deputato Iv Luciano Nobili che definisce utopica un'alleanza larga composta da centrosinistra e M5s.

Onorevole Nobili, eppure proprio questa alleanza formata dal tradizionale centrosinistra e M5S è data vincente alle Politiche del 2023, seppur parliamo di simulazioni basate su sondaggi.
«Bisogna vedere con quale legge elettorale si voterà. In questi giorni torna in voga un ritorno al proporzionale con lo sbarramento. Un fatto è certo, dopo l'elezione del nuovo presidente della Repubblica il tema della legge elettorale tornerà d'attualità. Detto questo, la cosa che mi colpisce di più di questa simulazione You Trend è che il centro dato per spacciato, nonostante il Rosatellum che di certo non lo favorisce, ha invece un suo spazio. E questo è il lavoro che dobbiamo continuare a fare».

In sintesi, Iv continua a puntare sul «centro» lanciato da Renzi alla Leopolda.
«Sì, ma non intendiamo mettere insieme delle sigle o dar vita a un "centrino" modello Prima Repubblica o ancora un "centrino" che fa la politica dei due forni. L'ambizione è che dopo l'ubriacatura populista e sovranista adesso bisogna dare vita a uno spazio centrale largo che possa essere alleato con forze responsabili e che isoli il M5S da una parte e i sovranisti dall'altra e che dia sostanza al lavoro che il governo Draghi sta facendo. E dalla simulazione emerge che uno spazio in tal senso c'è».

Cosa intende con "alleanza con forze responsabili"?
«Bisogna fare appello a tutti i riformisti a tutti quelli che credono che in questo Paese si possa andare avanti con l'agenda di Draghi, quindi esponenti che vengono dal Pd, da Azione, da Forza Italia, per esempio. D'altronde non ho alcun timore a dire che sono più d’accordo con alcune cose che dice Fedriga che con alcune che dice Provenzano, con ciò che fa la Carfagna che con quello che dice Conte. Quello che non serve è la contrapposizione tra due coalizioni: una di centrosinistra guidata da quel che resta del M5S, partito che si avvia a una dissoluzione; l'altra di centrodestra ancorata a idee sovraniste».

Per essere chiari, Renzi e Letta dovranno tornare alleati?
«Spero e credo che il Pd possa redimersi. Quando vedo il Pd che offre la candidatura a Giuseppe Conte in un collegio di Roma dove per le amministrative il M5S ha preso il 5 per cento e la lista di Iv con Calenda ha preso il 32 per cento mi cascano le braccia. Quindi auspico un sussulto di dignità da parte del Pd e che si renda conto che è meglio far parte di un'area riformista invece di star appresso ai Cinquestelle».