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Nencini: “Palazzo Chigi non è ancora dei tecnocrati”

L’intervento pubblicato da "Il Dubbio", 22 gennaio 2022.

Finalmente prendono corpo due condizioni: un Capo dello Stato eletto da una maggioranza larga, un patto di legislatura. Due condizioni essenziali per consentire all’Italia una navigazione con bussola atta a superare la fase più critica vissuta dal dopoguerra.

Questa elezione del presidente della Repubblica somiglia molto a quella del 1948: un futuro di ricostruzione, un passato di lacerazioni. Con una differenza di sostanza. Allora c’erano i partiti, oggi la dissoluzione dei partiti. Tutto più complicato, dunque. Una ragione in più per costruire un patto di legislatura che non affidi al caso, o alla rinuncia, il voto per il Colle.

Prima di avanzare nomi, serve un metodo che risponda a quella doppia condizione, ogni altra strada significherebbe il suicidio della poca politica rimasta e uno scenario non dissimile da quello che portò, nel 1555, alla elezione al soglio pontificio di Paolo IV. Un clima mefitico, un carnevale macabro.

Attenzione: un patto di legislatura è necessario comunque, non è legato a un singolo candidato. Diventa indispensabile se dovesse trattarsi di Draghi.

Palazzo Chigi non è stato ancora ereditato dai tecnocrati. Al contrario, siccome questo è un tempo in cui la storia si avvita lungo tornanti tortuosi, le sfide globali si infittiscono e l’emergenza non è stata superata, la politica dovrebbe saldamente tenere in mano l’interesse nazionale: governare al meglio i progetti previsti dal Pnrr, proseguire nelle riforme strutturali - dalla giustizia al fisco fino al welfare - sposare un’idea forte di Europa per evitare che il continente scivoli in un cono d’ombra nella sfida Cina/Stati Uniti.

Faccio notare, quanto a nomi, che nei frangenti più delicati della storia patria i grandi elettori hanno scelto o tra esperienze istituzionali di alto profilo oppure tra culture liberalsocialiste e popolari, da Einaudi passando per Saragat e Pertini su su fino a Mattarella. La storia, a differenza di quanto sosteneva Cicerone, non è maestra di vita, tuttavia...