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Nencini: “Oriana Fallaci sarebbe stata contro il ritiro degli Usa”

Intervista di Paola Fichera, La Nazione, 21 settembre 2021

Oggi, vent’anni fa, il mondo vide esplodere le Torri Gemelle e con loro l’ultima speranza di un mondo in cui la tolleranza, la convivenza, potessero vincere sull’oltranzismo islamico. Vent’anni di guerra in Afghanistan non sono bastati a far pace, il ritiro delle truppe Usa ha lasciato spazio solo all’intolleranza talebana che non è arretrata di un centimetro. Ma come avrebbe vissuto questo 11 settembre Oriana Fallaci, la scrittrice e giornalista di guerra che, più di ogni altra, ha levato alta la voce contro la forte volontà di espansionismo sull’Occidente e contro il Cristianesimo che l’Islam non ha mai nascosto? 

Il senatore Riccardo Nencini è stato un grande amico della Fallaci, tanto da raccoglierne l’eredità politica e culturale. Che avrebbe detto la Fallaci di questo ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan? 
«Immagino che avrebbe criticato questo abbandono così donchisciottesco. Tanto più alla luce di quello che veniamo a sapere ogni giorno: lo sport negato alle donne, le scuole divise, l’attacco alla libertà di stampa. Sì, penso che sarebbe stata molto critica». 

Come ha vissuto l’inizio di quella guerra? 
«Condivise la reazione americana all’attentato alle Torri Gemelle. Ricordo che allora parlava spesso con l’inviata di guerra Christiane Amanpour». 

Difficile questo 11 settembre, fra le immagini dell’attacco terroristico e quelle dei talebani di nuovo al potere in Afghanistan. 
«Vero. Ma mi illudo che Oriana avrebbe anche ripensato ai suoi timori sull’Europa islamizzata che non si sono avverati. Bisogna sempre valutare che lei aveva un modus di scrivere volutamente rapace, irto. Perché sosteneva sempre che per farsi ascoltare bisogna anche eccedere. Però lei la preoccupazione su questa islamizzazione dell’Europa ce l’aveva. Lei temeva che l`Europa fosse sul punto di perdere le sue caratteristiche cristiane e temeva potesse crescere una maggioranza musulmana. Non è successo».

E di questa Europa che direbbe? 
«L’avrebbe criticata perché mancante di una strategia. Quello che è successo in Afghanistan lo dimostra. Non abbiamo un ruolo da soggetto geopolitico e lei lo avrebbe messo in evidenza. In questo la pensiamo esattamente allo stesso modo». 

Siamo a rimorchio dell’America. 
«E questo non è un bene. È un bene l’alleanza, ma è un male che l’Europa non sia un soggetto geopolitico. È il problema che ha posto Draghi e, in maniera molto educata, il Capo dello Stato Mattarella, quando hanno parlato di una politica estera e di una difesa comune». 

Oriana avrebbe voluto un esercito europeo? 
«Penso che avrebbe plaudito moltissimo a un’Europa che sapesse reagire in qualche modo, anche operativamente in maniera distonica rispetto agli Stati Uniti che abbandonano dalla mattina alla sera l’Afghanistan».