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Nasce il Registro Italiano dell'emicrania. Parente: "Banca dati importantissima"

La notizia pubblicata dal "Corriere dell'Umbria" e altri quotidiani, 24 febbraio 2022.

L'emicrania è una patologia molto comune, si stima colpisca fino al 24% della popolazione italiana, ovvero ben 15 milioni di persone. Rappresenta la terza patologia più frequente nell`uomo, oltre che la seconda più disabilitante: più di 4 milioni di persone nella nostra nazione hanno almeno 5 episodi di emicrania al mese, arrivando in alcuni casi a sperimentare mal di testa ogni giorno. Sono i dati raccolti dall'Irccs San Raffaele nello studio osservazionale multicentrico I-Graine, presentato in Senato su iniziativa della presidente della commissione Igiene e Sanità, Annamaria Parente, con la partecipazione di Sabina Cevoli, dirigente medico dell'Istituto delle scienze neurologiche di Bologna, Francesco Saverio Mennini, presidente della Società italiana health tecnology assessment, e Piero Barbanti, responsabile scientifico del Centro cefalee e dolore neuropatico dell'Irccs San Raffaele.

L'emicrania riguarda milioni di italiani eppure non è riconosciuta per mancanza di numeri: motivo questo che ha spinto per la produzione di big-data sul paziente emicranico, visione strategica del Registro Italiano dell'Emicrania I-Graine, progetto promosso dall'istituto di ricerca.

I dati indicano che il paziente tipico che soffre di emicrania è una donna di 45 anni, con scolarità superiore, sposata, con almeno un figlio, lavoratrice. Non pratica sport, ha disturbi del sonno, spesso presenta altre comorbilità e presenta in media 9.6 giorni al mese di emicrania con intensità e disabilità molto elevate. Dai dati emerge inoltre che solo il 38.1% dei pazienti aveva già consultato un centro cefalee (in media 1.25 centri). Un paziente su 9 (11.2%) ha avuto in media 1.7 accessi al pronto soccorso nell'anno corrente per questo genere di patologia.

"L'emicrania è la seconda malattia più disabilitante del genere umano - ha commentato Piero Barbanti - ma rimane un personaggio in cerca di autore, del quale non sono noti a tutti le dimensioni, la disabilità, i drammi e le cure. I dati finora raccolti dallo studio, cominciato nel secondo semestre del 2021, confermano di fatto le enormi lacune nella diagnosi e nella terapia della patologia e l'imponente spreco di risorse economiche ma identificano anche strategie di azione per rendere curabile e sostenibile questa malattia neurologica. La riduzione, tramite i dati del registro, degli sprechi di denaro per esami inutili, può consentire di allocare maggiori risorse economiche per i modernissimi farmaci per l`emicrania, oggi purtroppo riservati a un numero troppo ristretto di pazienti per via del costo".

"Per noi legislatori - ha spiegato la senatrice Parente - è essenziale avere una visione di sistema a beneficio della cittadinanza, proprio per questo sono particolarmente contenta di presentare in questa sede il primo rapporto sul registro nazionale dell'emicrania. Abbiamo discusso in parlamento questo tema già due anni fa, quando abbiamo approvato la legge sulla cefalea cronica, e oggi, a maggior ragione, i dati che emergono dal rapporto sono interessanti per comprendere meglio l`impatto delle norme elaborate con il supporto di esperti. Questa banca dati è preziosissima per il Sistema Sanitario Nazionale perché si parla spesso di medicina di genere ma non si approfondiscono mai i discorsi che riguardano questo tema più ampio".