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Paita: «Il Mit spieghi dove sono i soldi dei pedaggi»

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Intervista a Raffaella Paita per «Il Secolo XIX» del 18-03-2026

di E.Ros.

Ho pensato che Rixi fosse sotto l'effetto della macchina della verità. Ma è chiaro che questa è un'imboscata per non assumersi la responsabilità di un fallimento». Raffaella Paita è stata da sempre una supporter della Gronda, da assessora regionale e poi da parlamentare di Italia viva. E qualche anno fa fu proprio lei a dire che a causa dell'aumento dei costi l'opera sarebbe stata da dividere in lotti.

Senatrice Paita, cosa ne pensa della proposta del viceministro Rixi?

«Mi sono venute in mente tutte le dichiarazioni e le inaugurazioni di Rixi e Salvini degli ultimi anni. Lui ha sempre accusato tutti di non volerla fare, ora finalmente ha detto le cose come stanno. Ma è una pietra tombale e chi ci rimette sono i genovesi, che sono già l'unica città esclusa dall'alta velocità ferroviaria e su cui gli investimenti sono solo per mantenere in esercizio la rete, non per migliorarla».

Gli investimenti più pesanti sono sul Terzo valico...

«Guardi, credo che non si possa mettere in dubbio il mio supporto al Terzo valico, ma va verso Milano e non sappiamo quando finirà. Intanto verso Roma perdiamo treni ed è un segno del disinteresse verso il nostro territorio».

Torniamo alla Gronda: rivedere il progetto non può essere un modo per salvarne l'esecuzione, visto che i costi sono insostenibili?

«In questo quadro Rixi ci dice che per anni abbiamo pagato i pedaggi e Autostrade non vuole nemmeno fare la Gronda. So che non è il miglior tracciato possibile, ma rimetterlo in discussione, ripartire dagli studi, le autorizzazioni, pensando di metterci meno di dieci anni è l'ennesima bugia. La verità è che ha preso atto che non riesce a portarla a casa, oggi ci si dice che va riprogettata. Ma qual è la credibilità?».

Se dovesse dare un consiglio alla sindaca Salis: aprire a un tavolo o no?

«Salis non avrà mai bisogno di consigli. È una fuoriclasse. Poi "la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio"... Ma questa politicamente è un'imboscata. Se Rixi pensa che quest'opera così com'è non può andare avanti ci dica tre cose: a) dove sono andati i soldi pagati dai pedaggi dei liguri? b) Perché sinora ha sempre detto che il tracciato non si poteva toccare? c) Cosa accade a tutti coloro a cui è stato promesso un esproprio? Prima mettiamo nero su bianco ciò che è accaduto, invece che ribaltare sugli altri la responsabilità. Io da parlamentare farò il mio e cioè chiederò conto al ministro Salvini di questo fallimento. E già che ci siamo chiedo un'altra cosa: quando parte il tunnel della Fontanabuona?».

Ma il centrosinistra saprebbe indicare una via d'uscita da questo stallo o si dividerebbe come avvenuto in passato?

«Il giochino di accusare la sinistra questa volta non regge: la Lega guida quel ministero da quattro anni e Rixi c'è stato anche prima. Per quanto mi riguarda, con il centrosinistra al governo della Regione firmai io l'accordo di programma per quell'opera. Ho la coscienza a posto. Mi sembra chiaro che oggi ripartire da capo significherebbe perdere vent'anni. Io prendo atto della situazione ma vorrei che ci si dicesse con chiarezza dove sono finiti i soldi dei liguri che hanno sopportato in nome della Gronda pedaggi e cantieri».