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Milano, Patto per il Lavoro. Cappello: "Premieremo le imprese che esibiscono la certificazione di genere"

Intervista di Federica Venni, "Milano - la Repubblica", 28 marzo 2022.

Sportelli per il lavoro diffusi in tutti i quartieri: nei mercati coperti, negli spazi del Comune, nei luoghi più frequentati della città. Punteggi, nei bandi pubblici, per le aziende che tutelano e premiano le donne. Supporto a chi ha perso il lavoro durante il Covid. Regolamentazione dello smart working. E una campagna di comunicazione a tappeto, per le strade ma anche virtuale, che raggiunga i giovani che cercano un impiego. Sono questi alcuni degli obiettivi e delle azioni contenuti in quel Patto per il lavoro che l'assessora allo Sviluppo economico e politiche del lavoro Alessia Cappello ha lanciato a fine gennaio.

Un documento che si tradurrà, probabilmente, in una delibera di indirizzo della giunta che disegnerà la cornice della Milano del lavoro da qui ai prossimi cinque anni. E all'interno della quale si sigleranno patti territoriali e sindacali per rendere operative le buone intenzioni. La firma del Patto tra Comune, categorie e parti sociali metterà il sigillo agli Stati generali del lavoro, una due giorni di incontri e dibattiti, il 28 e il 29 aprile, sulla Milano che crea occupazione.

I focus del Patto sono diversi e a beneficiarne, spiega l'assessora Cappello, saranno soprattutto «coloro che a causa del Covid si sono trovati fuori dal mercato del lavoro, le donne e i giovani». Sulle donne il percorso è stato tracciato venerdì a Palazzo Marino durante un convegno a cui ha partecipato anche la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti: «Nei nostri bandi pubblici - precisa Cappello - premieremo le imprese che esibiscono una certificazione di genere».

Per i giovani, invece, l'azione sarà trasversale su tutta la città: l'obiettivo, per il quale si stanno già mappando le esigenze di tutti i Municipi, è quello di distribuire nei luoghi più frequentati della città sportelli diffusi e multifunzione, qualcosa di più dei classici "trova lavoro": «Stiamo studiando come metterla a punto insieme alla Città Metropolitana e ad Afol, ma l'idea è quella di posizionarli in posti di riferimento per le diverse zone, come i mercati comunali, ad esempio, o i luoghi in cui sono già presenti servizi del Comune». Con orari e persone dedicate alle diverse fasce. Un esempio? «Stanno aumentando i Neet», cioè quei ragazzi e ragazze che non hanno né cercano un impiego e non frequentano scuole o corsi di formazione. «Vogliamo metterli in contatto con le start up, con gli artigiani, con tutta l'offerta di lavoro che possono trovare nel loro quartiere ma non solo», spiega Cappello.

Altro capitolo del Patto, lo smart working: se è vero che le amministrazioni comunali non hanno molto margine di manovra dal punto di vista normativo, si possono tuttavia mettere in campo strumenti per incentivare forme di lavoro agile che, come chiesto a gran voce da Confcommercio, non generino quel "tutti a casa" che durante l'emergenza sanitaria ha svuotato le strade: «Stiamo studiando soluzioni che siano praticabili», aggiunge Cappello. Come, ad esempio, progetti che incentivino a riqualificare spazi aziendali vuoti da dedicare al welfare.

Infine: la sicurezza sul lavoro, la formazione, e la messa a punto di campagne di comunicazione che mappino tutti i servizi esistenti rendendoli più visibili a chi è a caccia di un impiego. «In queste settimane - conclude l'assessora Cappello - ho incontrato sindacati, associazioni di categoria, imprenditori, università, terzo settore». Ora l'obiettivo è trovare un accordo sulle bozze di linee guida e partire con le singole azioni, «anche tenendo conto di tutte le mail che ci sono arrivate e ci stanno arrivando dai cittadini».