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PNRR, Migliore: "Un decreto per evitare infiltrazioni mafiose"

Intervista a Gennaro Migliore su Il Mattino del 28 novembre 2021

«Non bisogna abbassare la guardia. Anzi tenerla ancora più alta in questa fase•, è il ragionamento di Gennaro Migliore,  parlamentare di Italia Viva e membro della commissione Antimafia, dopo l`allarme lanciato dal procuratore Gianni Melillo. E aggiunge: «Anche per questo abbiamo appena predisposto un decreto per prevenire ed evitare le infiltrazioni dei clan sui fondi del Pnrr».

"Non si parla più di camorra", l`affondo del procuratore è stato molto duro. Cosa ne pensa?
«Conosco molto bene Melillo che era capo di gabinetto al ministero della Giustizia quando ero sottosegretario. Non fa molti interventi pubblici ma ha scelto l`università proprio per rispondere all`esigenza di rendere consapevole del problema quella parte città che diventerà nuova classe dirigente. Una scelta non casuale per sollecitare non solo la politica ma tutta la società napoletana a non sottovalutare il problema e a non ridurne il tutto solo a episodi di criminalità comune». 

Infatti i clan si sono evoluti: più colletti bianchi e non solo manovalanza.
"La camorra si è trasformata: dalla gestione dei traffici criminali, ora controlla i processi economici. E il distrarsi, ha ragione Melillo, ne favorisce lo sviluppo. E il caso del traffico di stupefacenti, a cominciare dalla cocaina: bisognerebbe fare una riflessione profonda su chi la consuma. Perché se non c`è mercato, non ci sarebbe nemmeno l`offerta. Questo per dirle come una parte di società è partecipe di certi meccanismi mentre sul piano della repressione, mai come in questi ultimi anni, si sono registrati grandi successi da parte forze dell`ordine. E lo vediamoda chi occupa le carceri di massima sicurezza:10mila solo al livello uno, che è quello più alto, oltre aì 700 criminali al 41 bis. La repressione, quindi, c`è bisogna sradicare i meccanismi che la alimentano la forza economica dei clan".

Come membro della commissione Antimafia, quale è la prima emergenza?
«In commissione sono stato incaricato di seguire il comitato per lo scioglimento per infiltrazioni dei comuni: un fenomeno fortissimo nella nostra provincia, in generale al Sud, ma che oggi interessa anche il Nord dei Paese. Dobbiamo evitare che un`amministrazione, come è capitato, venga azzerata anche due-tre volte in pochi anni. Servono nuove norme, e ne ho già parlato con il ministro Lamorgese, affinché la bonifica per essere completa non riguardi solo la politica ma anche la parte amministrativa se vengono ravvisati reati».

Mellilo annota come la criminalità sia sparita dall`agenda politica nazionale.
«Stiamo approntando un decreto per prevenire le in filtrazioni sui fondi del Pnrr perché abbiamo sì la necessità di avere procedure semplificate ma sempre all`interno di un controllo di legalità molto stringente. Noi rimaniamo vigili sul contrasto alla camorra ma dobbiamo fare anche in modo di staccarci da tutti quei fenomeni vicini ad essa. Anche i parcheggiatori abusivi, serve, quindi, una presa di coscienza collettiva dopodiché le parole di Melillo sono uno stimolo alla politica per tenere il problema sempre nella parte alta della sua agenda. Al contempo occorre smetterla di pensare alla camorra solo come un bacino di reclutamento nei settori più poveri della popolazione, una sorta di welfare criminale: la criminalità è invece portatrice di grandi interessi, dal controllo del territorio con la violenza sino alla complicità con settori economici importanti».

Ci sono però anche dei segnali da dare: prenda le case occupate a Pizzofalcone, in pieno centro, dove è appurata la regia dei clan.
«Sono convinto che l`amministrazione in questo debba essere pienamente coinvolta: non deve fare il lavoro della polizia ma quando c`è anche una sola casa occupata deve intervenire. E se queste persone non si buttano fuori c`è qualcosa che non va o non stiamo facendo bene il nostro lavoro: noi, infatti, dobbiamo usare tutti gli strumenti, per grandi e piccole illegalità. per dimostrare che i clan non sono invincibili».