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Migliore: “Iv da sola? De Luca sul M5S la pensa come noi”

Intervista di Simona Brandolini, "Corriere del Mezzogiorno", 15 gennaio 2021.

«La nostra linea è semplice, aspettiamo un gesto per ricucire su basi nuove quello che non è avvenuto sinora, anche se sta prevalendo la linea del "dagli al renziano"». Quando Gennaro Migliore, deputato di punta di Italia Viva, fa queste dichiarazioni nelle agenzie scorrono gli addii di 5 Stelle e Pd ai renziani.

Anche il segretario nazionale Nicola Zingaretti è chiaro. Nessuno si fida più di Italia Viva.
«Così sembra, ma ricordiamo che i dem dicevano no ai 5 Stelle e poi si sono alleati con loro. Spero che non si entri solo nelle polemiche verbali, noi abbiamo posto questioni di contenuto. E abbiamo messo sul tavolo la nostra faccia per spostare più soldi su sanità, Sud, investimenti. Ci siamo preoccupati della crisi del Paese. La nostra irresponsabilità è stata quella di stare dalla parte dei più deboli contro il cashback che ha prosciugato il capitolo innovazione».

Sindacati e imprenditori sono preoccupati. Sono centinaia i tavoli di crisi aziendali aperti.
«E quante crisi sono state risolte? Questo governo è in carica, se si vuole intervenire sulle crisi ci sono tutti gli strumenti oggi ieri e domani, se non lo si è fatto è il motivo per cui abbiamo chiesto un cambiamento. Serve un patto noi siamo qui».

Cioé aprite una crisi, in piena pandemia e emergenza economica, perché preoccupati per il Paese?
«Abbiamo aperto la crisi per ottenere questo patto di legislatura che servisse a evitare frizioni ad ogni angolo. Sono incredulo che avendoci dato ragione su molte questioni, ora si chiuda, probabilmente non c'era la volontà».

Cioé lei pensa che il Pd volesse rompere?
«Mi sembra evidente, anche se io spero sempre che si ricostruisca. Noi siamo stati leali».

Ritirando ministre e sottosegretario?
«Abbiamo aperto la crisi perché é non c'era più un luogo di discussione. Vorrà dire che andremo all'opposizione».

Ma avete annunciato di votare lo scostamento di Bilancio e il decreto Ristori. Voterete anche la fiducia a Conte?
«Dipende da quello che dice. In questo momento non siamo in maggioranza. Sui provvedimenti che servono al Paese contro la pandemia siamo favorevoli, la fiducia globale dipende dalle aperture. Se Conte ha il voto dei responsabili, e passiamo al Movimento 5 Mastelle, è evidente che c'è una volontà di escludere una forza politica che ha detto la verità e non voleva poltrone».

Lei è stato in passato al governo con Mastella e ora lo è in Regione Campania. Perché tanto astio?
«Non ho alcun problema con Mastella. lo. Sono i 5 Stelle ad essere stati schizzinosi. All'epoca era tutta un'aggressione ai voltagabbana ora corteggiano i responsabili. Auguri».

Passerete all'opposizione anche in Regione?
«Ogni livello istituzionale ha la sua storia, io ero in maggioranza con Bassolino quando cadde Prodi. Siamo seri e rispondiamo solo ai cittadini che hanno scelto la coalizione De Luca. Seminai sono i livelli amministrativi che possono spingere per l'unità».

In che modo?
«Pci e Psi erano divisi nazionalmente, ma localmente spesso insieme e c'è sempre stata una dialettica tra i livelli istituzionali».

Cosa accadrà ora alle amministrative?
«Non c'è automatismo. Se Raggi si ricandida a Roma, il Pd la sostiene? La vedo dura per gli elettori. A Napoli preferisco la coalizione di De Luca. Farsi intrappolare nelle logiche nazionali significa delegittimare l'unico livello dove hai stravinto».

Pd e 5 Stelle vogliono un'alleanza strutturale anche nelle città.
«Noi faremo le nostre valutazioni. Dipende anche se si fanno le primarie, se decidono a Roma, se Napoli deve diventare e essere sempre la ruota di scorta. Noi siamo in maggioranza in Toscana, in Campania, a Ercolano amministriamo, se le ripercussioni a livello nazionale deve essere un richiamo d'ordine se ne assumeranno le responsabilità».

Quindi andrete da soli?
«Mi sembra prematuro dire che andiamo da soli. De Luca la pensa come noi, mai coi 5 Stelle. Qui nessuno corre da solo».

Esclude la possibilità di appoggiare un civico come Maresca?
«Maresca in questo momento è un pm in servizio già mi sembra assurdo che se ne parli come candidato, c'è un principio fondamentale, si chiama separazione dei poteri. Sono d'accordo con Polito».