29/10/19
Italia Viva Governo parlamento

Che ne sarà della foto di Narni: Formiche intervista Gennaro Migliore

Migliore: "in Umbria errori tattici e di comunicazione"
Intervista di Francesco De Palo, 28 ottobre 2019, Formiche.net

Certamente la destra vincente in Umbria è una primizia ma, osserva il deputato renziano di Italia Viva Gennaro Migliore a Formiche.net, “ci siamo fatti tirare dentro dalla retorica salviniana, commettendo un errore di tattica e di comunicazione”.

L’ex sottosegretario alla Giustizia commenta le urne umbre mettendo l’accento su ciò che la maggioranza dovrebbe fare per non smarrire lo spirito riformatore che ha impedito che “l’Italia franasse”.

Il premier Conte ha detto che se manca lo spirito riformatore è meglio andare a casa subito. La foto di Narni è durata il tempo di uno scatto?
Caricare di significato nazionale un’elezione locale a mio giudizio è stata una leggerezza. Non si doveva incardinare una situazione che era stata segnata da scelte fatte anche dal Segrerario del Pd, ovvero come e quando votare, in un quadro che non tenesse conto anche della specificità umbra. Mi pare che si sia agito con imprudenza e spero che per il futuro ci sia una ripresa del governo e del suo spirito riformatore.

I dem confermano i dati delle Europee, mentre calano M5s e Fi.
Bisogna paragonare anche i dati omogenei: mi sembra evidente che in Umbria si ha governato per 50 anni e oggi assistiamo ad una sconfitta. Mi auguro si possa ripartire, ma il lavoro da fare è molto. E ciascuno di noi lo sa.

Di Maio ha detto che l’esperimento giallorosso nei territori è fallito. Perché il modello di Governo pare non funzionare negli enti locali?
Il problema è di natura pratica nelle regioni, perché non c’è ancora nessuna esperienza locale che veda assieme al governo centrosinistra e grillini. Credo sia più una discussione interna ai partiti.

La Lega da sola prende più di Pd e M5S: che cosa sta sbagliando Zingaretti?
Di Zingaretti non parlo.

Quali gli stimoli di Italia Viva alle politiche dem?
Noi abbiamo dato fin dall’inizio un contributo sul tema delle tasse, che secondo me dovrebbe diventare centrale nei prossimi mesi, impedendo che vi possano essere degli scivolamenti incomprensibili. Tutti assieme abbiamo già evitato l’aumento dell’Iva, che è una nostra battaglia. A questo punto bisognerà fare in modo che ci sia una risposta all’altezza delle domande del Paese. Bisogna darla subito, e non dire “intanto credete in noi”.

Il nome di Draghi circola anche per il futuro di Palazzo Chigi: fantapolitica?
Direi che Draghi è stata la principale risorsa che ha avuto l’Europa intera. Ovunque sarà protagonista sicuramente andrà bene.

Pd e M5S giocano allo scaricabarile dopo il voto in Umbria: è davvero questa la soluzione alla crisi dell’alleanza giallorossa?
Hanno dinanzi a loro solo il tema della colpa per le elezioni in Umbria e non quello di dover recuperare una passione civile comune all’interno del nostro paese: è un grave limite ed un errore che potrebbe essere esiziale. Noi abbiamo tutto l’interesse a fare di questa stagione di governo un’esperienza riformatrice. E sono convinto che ci riusciremo, se ci si libererà da alcuni incubi.

Ovvero?
Per essere credibili bisogna costruire molto più profondamente le alleanze, e ancora meglio le proposte politiche. Noi abbiamo l’ambizione di farlo. Per questa ragione stiamo registrando molti avvicinamenti a Iv. Il segreto del successo è investire nelle qualità, che comunque non mancano all’interno di questo governo. Voglio ricordare che abbiamo impedito che l’Italia franasse, questo messaggio non è ancora passato alla gente. Adesso è il momento di lavorare per dare risposte concrete: confido nell’intelligenza e nella lungimiranza di tutti gli attori in campo. Noi stiamo cercando di evitare ogni polemica. Non ci si dica, ogni volta che avanziamo una proposta, che lo facciamo con spirito polemico o che si tratta di un ultimatum. Non è così.

Conte cita Modugno: “Io in discussione? Ho il sole, il cielo”. Quanto durerà questo Governo?
Non so. Conte si sente messo in discussione più di quanto io avverta. Onestamente cercherei di serrare le fila e di essere quanto più possibile garante dell’intera coalizione. Ciò darebbe senza dubbio un risultato importante. A me sembra evidente che l’errore principale commesso in Umbria sia stato voler coinvolgere il governo. Sappiamo bene che quando si personalizza troppo, si crea l’occasione per contrastare quegli obiettivi che parevano raggiungibili. In principio eravamo partiti da una considerazione condivisa da tutti: l’Umbria era solo un’elezione locale. Poi è diventato un banco di prova nazionale: ci siamo fatti tirare dentro dalla retorica di Salvini. È stato un errore tattico, oltre che di comunicazione.