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Medda: "Pensiamo a giovani, formazione, lavoro e alla sanità per tutti"

Intervista di Cristina Cossu, "l'Unione Sarda", 15 settembre 2022.

«Sono nata sul mare, a Cagliari. Ai confini preferisco gli orizzonti, per questo, per me che sono sarda, italiana ed europea, sarà sempre il tempo delle sfide, del coraggio e dell'impegno», scrive Claudia Medda nella sua biografia social, per dire che è candidata con il Terzo Polo di Renzi e Calenda nel collegio uninominale del Senato di Cagliari. Quarantacinque anni, appassionata di pallavolo (che ha praticato a livello agonistico), laurea in Giurisprudenza, avvocata, dipendente di Intesa San Paolo, è stata assessora comunale a innovazione tecnologica e ambiente dal 2016 al 2019, Giunta Zedda.

Cosa ha fatto da allora?
«Sono tornata al mio lavoro in banca e ho continuato a fare politica: ho aderito a Italia Viva, sono coordinatrice provinciale. Abbiamo portato avanti la comunicazione dei risultati raggiunti dal nostro gruppo parlamentare, soprattutto il Family Aet della ministra annetti».

Che chance ha di farcela il 25 settembre?
«Bisogna chiederlo agli elettori, io vedo entusiasmo per il nostro progetto, siamo i principali so stenitori di Mario Draghi e del "suo" Pnrr, e siamo stati determinanti nella caduta del governo Conte. Questi due elementi li rivendichiamo con forza La nos tra è un`offerta politica nuova, liberale, riformatrice, basata su serietà e competenza».

Obiettivo?
«Limitare il più possibile l'avanzata della destra ed evita re un governo sovranista».

Un pericolo, secondo lei?
«Qualcuno parla di fascismo, ma io vedo in realtà un concreto pericolo economico, per il nostro portafoglio. Propongono ricette che già conosciamo e che hanno fatto molto male al Paese».

Voi invece cosa proponete?
«Nel nostro programma c'è una parte molto articolata dedicata ai giovani. Vogliamo portare la scuola dell'obbligo a 18 anni e anticipare il termine delle superiori, per dare ai ragazzi le stesse opportunità dei coetanei europei. Tempo pieno nelle primarie e più mense, cittadinanza universitaria, azzerare le tasse per gli under 35 che avviano un`impresa e l'Irpef fino a 25 anni».

Poi?
«Forti investimenti nella sanità, riduzione delle liste d'attesa, riorganizzazione dell`assistenza territoriale: dare a tutti i cittadini uguale possibilità di accesso alle cure. Ancora: transizione energetica, lavoro, riforma del reddito di cittadinaza, salario minimo».

Come sta facendo campagna elettorale?
«Oltre ai social, sto incontrando molte persone e ascoltando gh amministratori, il mio collegio è vasto - comprende 124 comuni delle province di Cagliari e Sud Sardegna - ma lo conosco bene. Le vere sfide passano dalle città, da qui partono le rivoluzioni che impattano sulla nostra vita quotidiana».

La politica è sempre maschilista?
«Se guardiamo ruoli e incarichi, sì, passi avanti ne sono stati fatti pochi. Ma il mio partito è all'avanguardia: ogni territorio è coordinato da un uomo e da una donna».

Però potremmo avere Giorgia Meloni premier.
«Lei ha un'idea di paese ispirata a quella di Orban, e per me questo basta. Abbiamo visioni totalmente differenti, il fatto che sia donna non mi consola affatto».