Matteo Colaninno: "Con Draghi finalmente c'è un cambio di passo, a partire dai vaccini"

Intervista a Matteo Colaninno su La Gazzetta di Mantova del 14/03/2021

Matteo Colaninno, deputato mantovano di Italia Viva, siamo di nuovo in profondo rosso...
«Dopo un anno il rischio di sconforto per tutti è alto, ma due persone in questi giorni mi hanno restituito fiducia e morale: Mattarella e Draghi. Mattarella in coda allo Spallanzani per il vaccino, il suo sguardo denso e la sua forza morale e istituzionale; l`impegno di Draghi a mantenere ciò che si dice: oggi c`è un piano per uscire dalla crisi e voltare pagina. C`è un cambio di passo intanto per i vaccini che negli ultimi giorni sono raddoppiati rispetto alle medie precedenti e vede triplicati gli sforzi per aumentare gli spazi vaccinali. Il governo ha già fatto importanti modifiche organizzative di comando cambiando il vertice della protezione civile e il commissario straordinario. E da ieri c`è il primo decreto legge, è finita l`era dei Dpcm: sostanza, non forma».

In che senso?
«Questa crisi vede ora quasi tutte le forze politiche in Parlamento sostenere il governo e questo non è il commissariamento o il fallimento della politica, è una scelta politica di emergenza consapevole. In un momento di emergenza non si può andar da soli, decisioni gravi come la zona rossa devono avere una forte condivisione con il Parlamento. Il decreto mette in campo anche ulteriori risorse per le famiglie e le attività produttive. Grazie al lavoro della ministra Elena Bonetti sono stati inseriti ulteriori 300 milioni per le famiglie, il diritto allo smart working, congedi parentali e bonus baby sitter. E per le attività economiche il presidente del Consiglio ha previsto nuove risorse e un nuovo scostamento di bilancio, ci sarà un cambio di passo anche qui perché le risorse arrivino rapidamente minimizzando la giungla burocratica».

Draghi ci riporta alla crisi di governo aperta da Italia Viva...
«Draghi è la figura più forte che poteva essere messa in campo per competenze e reputazione internazionale. È questo il significato della crisi politica aperta da Renzi e Italia Viva che comprendo sia stata vissuta anche in modo traumatico, ma ha creato una forte discontinuità: la spinta del governo precedente era esaurita mentre le analisi ci dicevano che andavamo incontro a un altro periodo difficile. Per questo abbiamo deciso per una rottura che si è rimarginata attorno a Draghi».

Rimarginata con Forza Italia e Lega al governo insieme al centro sinistra però...
«Questo è un bene per ora, si è scelta una politica di emergenza per uscire dalla crisi, terminata questa legislatura ognuno andrà dalla sua parte».

Come vede l`uscita di scena di Zigaretti e l`arrivo di Letta, vi parlerete di più col Pd?
«È presto per dirlo, la scelta mia e di Bonetti di seguire Renzi e fondare Italia Viva è stata per rimetterci nel solco di un europeismo convinto, oggi lo stesso Parlamento dell`alleanza sovranista giallo-verde è addirittura arrivato ad avere un governo presieduto da Draghi e questo passaggio lo si deve a Renzi. Continueremo su questa strada, ma ad esempio a Mantova nulla cambierà nel nostro convinto sostegno all`amministrazione Palazzi».

E questo ci porta a una partita locale che la coinvolge in prima persona: il raddoppio ferroviario. A che punto siamo?
«È un`opera straordinaria che migliorerà il servizio tra Mantova, Cremona e Milano che il governo ha ritenuto tra le più importanti e strategiche. Tutti i partiti sono convinti si debba fare. Nei giorni scorsi c`è stato un passo importante: il voto del parere vincolante della commissione trasporti della Camera e la nomina del commissario che deve garantire procedure e tempi certi. Indietro non si torna: vogliamo portare in fondo un`opera già finanziata per oltre 300 milioni di euro, con un progetto in fase avanzata».

Ma il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha posto alcuni paletti...
«È un parere che evidenzia criticità, prescrizioni e modifiche alla luce delle osservazioni dei territori attraversati. Un`occasione permetterci tutti attorno a un tavolo, ma non può esserci una atteggiamento dilatorio o che ne metta a rischio la realizzazione. Io sono favorevole all`autostrada, ma è un`opera ancora neppure programmata, è di là da venire: se serve un`armonizzazione per affiancare le due infrastrutture nel futuro sono favorevole a studiarla, ma questo non può fermare il raddoppio ferroviario. Entro aprile l`Italia deve presentare i progetti per il Recovery Plan e il raddoppio potrebbe beneficiare di ulteriori risorse europee che rischia di perdere se viene fermato».

Lei e la ministra Bonetti vi siete anche impegnati per una risoluzione della crisi Corneliani, il passo indietro di Boglione ha lasciato l`amaro in bocca anche a voi?
«La vicenda Corneliani è carica di significato per le oltre 400 persone che lavorano a Mantova e perché è un`impresa di grande qualità, simbolo di un settore e del territorio. Tutti abbiamo sperato in un concretizzarsi della proposta di BasicNet. Oggi anche grazie all`impegno di Elena Bonetti c`è in campo il Mise con in prima persona il ministro Giorgetti e la viceministra Todde che ha seguito la vertenza con dedizione. C`è poco tempo, ma le istituzioni e il ministro svolgono un ruolo di tutela e garanzia per i lavoratori. Preoccupati sì, ma consapevoli che il Mise è alla ricerca di soluzioni per il rilancio e la continuità dello stabilimento di Mantova ciò mi conforta. È un marchio storico, con grande capacità di lavoro e altissima qualità: ci sono tutte le condizioni perché torni in equilibrio. Bisogna far di tutto per salvarla come stanno facendo i lavoratori con la lotta, i sindacati e le istituzioni al loro fianco a partire dal sindaco Palazzi».