09/07/19

Maria Paola

LONDRA


Mi chiamo Maria Paola Emanuelli, ho 28 anni e sono orgogliosamente una cittadina europea.

Sono nata a Roma, dove ho frequentato i primi anni di scuola, poi medie e parte del liceo a Francoforte, International Baccalaureate in Inghilterra e università a Londra e Parigi. Sono laureata in European Social and Political Studies e in Legge, ho conseguito un master in Human Rights e ho trascorso un periodo di studio negli Stati Uniti all’università di Harvard. Lavoro a Londra nella City come avvocato e sono membro del Comitato del PD Londra e della delegazione del PD UK.

Ho sempre ritenuto la politica necessaria nella mia vita perché credo al potere della partecipazione di ogni cittadino consapevole. C’è stato però un momento in cui ho capito che impegnarsi in prima persona fosse non solo una scelta, ma una necessaria forma di resistenza civile: quando questo governo ha sdoganato tra le persone concetti e disvalori di cui una volta si provava vergogna nel pronunciarli a voce alta e forse anche solo a pensarli.

Ho capito anche che talvolta i partiti si muovono con lentezza di fronte alla velocità della storia. I Comitati Azione Civile hanno restituito una voce a noi cittadini. Nei Comitati non si delega, ma si torna ad essere protagonisti. Noi come cittadini meritiamo di più, l’Italia merita di più: merita politiche coraggiose per il lavoro e non il reddito di cittadinanza; merita grandi investimenti sulla scuola perché è la cultura il vaccino contro l’ignoranza; merita che si parli di integrazione e non di esclusione; merita innovazione tecnologica e infrastrutture perché è da lì che nasce lo sviluppo; merita che ci si occupi di intelligenza artificiale; merita un piano sulla green economy perché questo sarà il futuro e di questo vogliono parlare i giovani.

Nei Comitati si parla di futuro senza continuare ad inseguire un governo che stuzzica gli istinti più barbari per nascondere la propria incompetenza. Ho capito che voglio stare dalla parte giusta della storia e che voglio poter dire di aver fatto la resistenza civile quando per molti appariva più comoda la rassegnazione.