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Marco Di Maio: "Orgoglioso di questi anni. Continuerò a impegnarmi"

Intervista di Fabio Gavelli, "il Resto del Carlino", 5 agosto 2022.

«Correremo da soli noi di Italia Viva: consapevoli del rischio, ma vogliamo essere coerenti». Marco Di Maio, in Parlamento dal 2013, due mandati alle spalle, è il vice presidente del gruppo dei renziani alla Camera. Non solo per questo, ma per l'attività svolta in questi anni, è presumibile che il deputato forlivese sarà ricandidato. Con Italia Viva che viaggerà in solitaria, le chance sono legate al fatto che Di Maio sia capolista in più collegi e che il partito arrivi al 3% a livello nazionale.

Di Maio, con le elezioni alle porte, la domanda non si può eludere: sarà in lista?
«Al momento non lo so, è una decisione del partito, del territorio, ma anche personale e familiare. Sicuramente sarò impegnato in campagna elettorale, poi se e come verrà definito nei prossimi giorni».

Non avete molto tempo, le scadenze sono prossime.
«Tra il 12 e il 14 agosto simboli e eventuali alleanze. Il 21 agosto le candidature. Per quanto ci riguarda, nel giro di una settimana si deciderà«.

Nel caso fosse ancora in lizza, su cosa si batterà?
«Il focus resta l'attenzione alle persone sul nostro territorio. Sono molto orgoglioso del lavoro svolto in questi anni, si poteva forse ottenere qualcosa in più, ma non sono risultati che dipendono solo dal singolo».

Quali saranno i vostri punti di forza per convincere gli elettori?
«Siamo l'unico partito che all'inizio del 2021 volle Draghi per sostituire Conte. L'abbiamo difeso fino all'ultimo, ed escludiamo alleanze con chi l'ha fatto cadere, considerando anche i risultati positivi ottenuti dall'ex premier».

I sondaggi accreditano un vantaggio al centrodestra: come pensate di ribaltare i pronostici sfavorevoli?
«Va chiarito che il voto 'utile' non esiste: in Italia si va alle urne per eleggere il Parlamento, non il Governo. Noi ci collochiamo al centro, proponendo di discutere di imprese, lavoro e investimenti e non, come fanno altri, di tasse e assistenzialismo».

Carlo Calenda ha fatto una scelta diversa: pareva fosse con voi e invece ha preferito il Pd. 
«Sì, ha stretto un accordo per spartirsi i seggi; legittimo, ma sono posizioni lontane dai nostri ideali».

I vostri candidati punteranno persone al centro?
«Assolutamente sì e per battere le destre punteremo a offrire proposte che possano convincere i tanti delusi dalla Lega e da Forza Italia, oltre che ovviamente chi non si riconosce più nel Pd. Siamo moderati nei toni, ma radicali nelle propose, anche nel sostenere scelte impopolari, purché a beneficio del Paese».