02/11/19
Italia Viva parlamento economia

Marattin: "Rivediamo il sistema fiscale"

"Rivediamo il sistema fiscale. Così il governo ha prospettiva" Intervista di Carlo Bertini, la Stampa/il Secolo XIX e quotidiani Gruppo GEDI, 2 novembre 2019

«Il modo migliore per difendere la la manovra dagli attacchi della destra è togliere argomenti alla destra e la nostra battaglia sulle tasse va in questa direzione». Luigi Marattin, plenipotenziario di Matteo Renzi insieme a Teresa Bellanova nei vertici a Palazzo Chigi, tiene il punto di fronte all'invito di Zingaretti di difendere la manovra dagli attacchi di Salvini e Meloni.

Ci chiarisca il metodo: lei l'altra sera era al vertice decisivo sulla legge di bilancio. E la mattina dopo ha riaperto le danze annunciando la battaglia nelle Camere. Perché?
«Non vogliamo piantare bandierine, ma in ogni vertice abbiamo eliminato tante ipotesi di tasse che erano nelle bozze preliminari. Capisco Gualtieri che ha fatto un lavoro eccezionale, è difficile trovare 30 miliardi senza far pagare un euro a qualcuno. Ma nel Paese con la più grande pressione fiscale d'Europa, è imperativo ridurle».

Voi ora dite: arriva la stangata sulle auto aziendali, la sugar tax, la plastic tax. Il titolare del Tesoro dice: trovatemi altre coperture. Sbaglia?
«Negli ultimi dieci anni la spesa di acquisti di beni e servizi è aumentata di 14 miliardi. Ciò dimostra il fallimento di ogni spending review. La spesa in prestazioni sociali, il welfare, è aumentata di 71,5 miliardi, quasi tutte pensioni. Mentre nessuno vuole negare la necessità di rafforzare la spesa sociale, siamo sicuri che questi soldi siano stati spesi al meglio? Gualtieri ha accettato di aprire il cantiere della spending review e una legge delega di riforma Irpef e Iva. Ci dobbiamo provare».

In verità volete pure togliere quota 100, scombinando i piani dei pensionati.
«Beh non è che arriva uno, fa una riforma non sostenibile, poi scappa per non affrontarne le conseguenze e chi arriva dopo non può far nulla perché non si può scombinare i piani. Proprio perché le risorse sono scarse, spendere così 20 miliardi in tre anni è sbagliato. Chiederemo al Parlamento se la maggioranza è d'accordo nel togliere quota 100. Quei soldi possono essere usati per abbassare le tasse e ne avanzerebbero per rafforzare le cose buone fatte: l'anno prossimo molte famiglie non pagano gli asili nido, aumenta il congedo parentale, resta industria 4.0. Come vede, difendo la manovra di questo governo».

Non credete che alimentando lo scontento popolare per questa manovra ne pagherete il prezzo anche voi che siete al governo?
«No. Dare buone idee e lavorare per trovare la soluzione significa rafforzarlo il governo e non abbatterlo. Dire che sono rimaste alcune cose da correggere non implica che non ce ne siano di buone. Gli italiani si accorgono di queste tasse non perché lo diciamo noi, ma perché le tasse non piacciono».

Concorda con Zingaretti che non si può governare insieme da avversari?
«Ci può essere un comune sentire solo se abbandoniamo la logica delle bandierine».

Se siete i primi a piantarle...
«Capisco questa obiezione. Allora facciamo un elenco delle cose su cui vince il paese e ragioniamo di merito. Siamo d'accordo che nel 2021 dobbiamo avere un nuovo sistema fiscale riformando Irpef e Iva, molto più semplice e più basso? La nostra proposta è rifacciamo il sistema fiscale e diamo così una prospettiva a questo governo insieme alla spending review: meno tasse e meno spesa».