04/12/19
Italia Viva parlamento economia

Marattin, Mes: "Per i 5S è una prova di maturità"

Intervista di Eugenio Fatigante, Avvenire, 4 dicembre 2019

Luigi Marattin, vicecapogruppo di Italia Viva alla Camera, quanto rischia il governo sul Mes?
Non saprei, reputo comunque bizzarro che in Italia si stia contestando un trattato che in Europa le nazioni più simili a noi, quelle del Sud, stanno festeggiando per aver vinto contro la linea iper-rigorista del "nord". Immagini quanto sarebbe strano, addirittura, far cadere il governo.

Ha condiviso in tutto la linea tenuta da Giuseppe Conte l'altro ieri in Parlamento?
Sì. Il presidente ha ricordato, carte alla mano, come tutti i passaggi della negoziazione furono pienamente condivisi dai due partner politici del suo primo governo, Lega e M5s. Già questo, in un Paese normale, basterebbe a descrivere la follia di quanto sta accadendo.

Non giustifica, quindi, i dubbi di Di Maio?
Parlando con molti pentastellati, ho l'impressione che abbiano capito benissimo che il "nuovo" Mes non è affatto quello che certa propaganda rappresenta, ma che non sappiano come tornare indietro senza rinnegare lo spirito anti-europeista delle origini. Tutto legittimo, ma una forza politica - a maggior ragione quando è forza di maggioranza relativa - ha l'obbligo di confrontarsi con la realtà. E con i fatti, non con gli slogan.

Il Mes va firmato allora, a questo punto, o è giusto insistere a chiedere correzioni?
Va firmato perché non comporta peggioramenti per l'Italia, semmai progressi per quanto attiene il backstop in caso di gravi crisi bancarie. Il negoziato va invece condotto con massima determinazione sugli altri fronti dell'Unione bancaria e, soprattutto, sulla "ponderazione" per il rischio sui titoli di Stato, che è il pericolo più grande che corriamo nella Ue adesso. Su questi fronti è giusto pretendere soluzioni vantaggiose. Ma non è motivo sufficiente per inventarsi cose che nel salva-Stati non sono scritte.

Perché dice che è un dibattito surreale?
Si è detto che il Mes è un organismo privato, quando invece è frutto di un accordo fra governi. Si è detto che è un organismo tecnico, quando invece il Consiglio che decide è composto dai ministri finanziari dei 19 stati membri. Si è detto che viene introdotto il coinvolgimento dei privati, quando invece quelle poche (e innocue) righe sono già in vigore dal 2012, senza che nessuno si lamentasse mai. Dove vuole che mi fermi? È la discussione più piena di bugie e disinformazioni che abbia mai visto. 

È così sicuro sui rischi scongiurati per i risparmiatori privati?
Il rischio di una perdita esiste, perlomeno, indipendentemente dalla riforma del Mes. Come ho detto, è come se ora si costituisse un'unità di pronto intervento coronarico, e qualcuno fosse contrario dicendo che aumenta le possibilità d'infarto.

E allora le preoccupazioni di Visco?
È Io stesso governatore che ha dichiarato che firmerebbe il trattato? A me risulta questa agli atti, come dichiarazione di Banca d'Italia. Comunque oggi sarà in audizione, così faremo chiarezza.

Ma una coalizione così quanto può reggere?
Le eterogeneità nei governi di coalizione a volte possono apparire o essere eccessive. E noi non staremo zitti solo per paura che qualcuno pensi che vogliamo "distinguerci". Ricordo che per questo sognavamo un sistema istituzionale maggioritario e con una sola Camera, progetto sonoramente bocciato al referendum. In ogni caso, siamo convinti che questo governo possa durare. A patto dì avere le idee chiare su cosa serve al Paese, insieme con un po' più di "regolazione del traffico".

E sulle fondazioni, Italia Viva cosa dirà?
Che va fatta entrare in vigore subito la norma dello "spazza-corrotti", per il momento.