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Marattin: “Giunta senza visione, serve cambio di rotta”

Intervista di Federico di Bisceglie, Resto del Carlino, 19 giugno 2022

Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, presidente della commissione Finanze della Camera. L’altro giorno in città con il docente Paolo Pombeni per un incontro sul futuro dell’Occidente. 

Come è andato? 

«Una bella discussione sullo stato della democrazia italiana, sulla sua storia, le sue prospettive, i pericoli che corre. E soprattutto, come difenderla e rafforzarla in tempi in cui qualcuno esce allo scoperto e propone un modello alternativo, di tipo autoritario. A volte fa bene ragionare di queste cose». 

Come Italia Viva a Ferrara quali sono i temi sui quali vi state concentrando? 

«Il gruppo - guidato da Licia Barbieri - si sta concentrando sul coinvolgimento di nuove energie (abbiamo registrato l’ingresso di persone nuove vogliose di dare una mano) e sul supporto alla consigliera Anna Ferraresi, che lotta senza risparmiarsi su tutte le tematiche del territorio». 

La mozione di Ferraresi in Consiglio comunale sul cambio di location del concerto di Springsteen ha generato ampio dibattito. Quale potrebbe essere la soluzione alternativa? 

«Non vivo più in città da tanti anni, sarebbe presuntuoso da parte mia oggi rispondere "lo stadio" o "la zona aeroporto". Posso solo dire che Italia Viva non è certo contraria al fatto che Ferrara abbia una ribalta nazionale. I punti però sono due. Garantire che i grandi eventi si svolgano nei luoghi e nelle modalità che minimizzino il disagio per i cittadini e che rendano facile l’accesso e il pernottamento in città per i tanti che verranno da fuori, ed è questo il punto che credo Anna abbia voluto sottolineare con la sua iniziativa. Il secondo punto è domandarsi se questa amministrazione ha anche qualche altra idea sul futuro di Ferrara». 

Il segretario provinciale di Azione sul Carlino lancia l’input ai partner riformisti, invitando a lavorare per recuperare l’astensionismo. Si può lavorare in questo senso? 

«A livello nazionale mi sto spendendo molto per un dialogo tra Italia Viva, Azione-Più Europa. Credo sia la condizione necessaria (sebbene non sufficiente) per la costruzione di un’offerta politica riformista alternativa sia al populismo sovranista che al conservatorismo. Ovviamente la stessa cosa vale a livello locale, guardando al futuro e non al passato».

L’amministrazione Fabbri è a metà del mandato. Qual è la sua valutazione sull’operato della Giunta? 

«Mi sembra un’amministrazione dedita solo a due cose. Tamponare l’emergenza in zona Gad, e organizzare eventi e concerti. E poi prendersi il merito di cose non fatte da loro, come la riqualificazione della Darsena, che fu finanziata dal "bando periferie" del governo Renzi. A parte questo, dal mio osservatorio davvero non vedo altro. Se non progetti del tutto incomprensibili e che si tenta di far passare sotto silenzio, come l’incorporazione della Holding Ferrara Servizi in Ferrara Tua, che però è una sua controllata. Operazione della quale non si capisce il vero significato, dato il risparmio esiguo a cui porterà». 

State lavorando per la costruzione di una candidatura credibile nel 2024? 

«Ferrara merita di meglio rispetto a quanto si è visto ultimamente. Ho sempre pensato che in questa città ci siano tutte le potenzialità per fare tantissimo, serve solo mettere a sistema le energie vive in modo che possano trascinare il resto. Lavoreremo per sostituire questa amministrazione, e poi per evitare rischiosi ritorni al passato. Se c’è qualcuno, infatti, che crede che si possa riprendere dal punto esatto in cui ci si è interrotti nel 2019 - con le stesse persone o addirittura con quelle di ancora prima - si è sbagliato di grosso. O quantomeno, lo farà senza di noi».