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Marattin e Bendinelli a Verona: "La guerra avrà effetti enormi sull'economia"

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La notizia su "l'Arena", 7 maggio 2022.

Il ripudio della guerra, prima di tutto. Ma anche la consapevolezza che l'invasione russa ai danni dell'Ucraina avrà ripercussioni enormi per l'Italia, specie in ambito energetico. Questo il tema affrontato ieri dai deputati di Italia Viva, Luigi Marattin e Davide Bendinelli, alla Villa Green Hall di piazza Cittadella. Verona, benché sia tra le città con la più alta crescita del Pil non è esente dalle difficoltà. Le aziende in rapporto con la Russia sono 830 con un movimento di circa 320 milioni di euro.

«La guerra sta avendo un effetto pesante sull'export italiano specie in regioni come le Marche, per il calzaturificio», evidenzia Marattin. «L'incertezza è il più grande nemico dell'economia ma le difficoltà prescindono dalla situazione in Ucraina. Il porto di Shanghai è chiuso da tre mesi a causa della pandemia. L'inflazione è tornata a salire in Europa prima della guerra. Il caro energia fa male alle nostre imprese più della guerra in sé. Dipendiamo dai 29 miliardi di metri cubi di gas russo».

Per l'onorevole di Italia Viva, che sostiene il candidato sindaco Flavio Tosi, «l'Italia è un Paese povero di materie prime ma una serie di scelte sono state fatte sull'onda del populismo. Dopo Chernobyl si è rinunciato al nucleare, poi si è deciso di non trivellare i giacimenti in Adriatico, le energie rinnovabili appaiono belle solo a parole ma poi non si vogliono nel proprio territorio e non si vogliono gli inceneritori. Il compito del politico è guardare al futuro».

È di Marattin, presidente della commissione Finanze della Camera, la proposta di legge depositata a fine aprile per far sì che ogni euro recuperato dalla lotta all'evasione fiscale vada a ridurre le tasse. «Con il governo Renzi la pressione fiscale è diminuita di 2 punti. Sono pochi, ma l'impegno è stato concreto».

Altra questione particolarmente sentita è quella della formazione, che riguarda anche le imprese di Verona, impossibilitate a trovare persone qualificate. «Le imprese turistiche non trovano personale e, pensando che dall'inizio dell'anno non si trova il 40 % dei profili (dato che fino a tre anni fa era del 27%), è evidente la necessità di una riforma delle politiche del lavoro».

«Verona è bloccata da 5 anni», insiste Bendinelli. «Le opere pubbliche non sono partite malgrado la pandemia non abbia bloccato né iter né fondi».