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Manifestazione No - Green Pass a Vicenza, Sbrollini: "Mai abbassare la guardia"

L'intervento pubblicato da "il Giornale di Vicenza", 14 ottobre 2021.

Il popolo "no green pass" torna in piazza. Lo farà domani mattina a Campo Marzo, nel giorno del debutto dell`obbligatorietà della certificazione verde per i dipendenti pubblici e privati per poter accedere ai luoghi di lavoro. Sarà la prima manifestazione dopo i disordini scoppiati sabato scorso a Roma, dove è stata assaltata l a sede della Cgil. La guerriglia urbana avvenuta nella capitale ha fatto alzare ancora di più l'attenzione delle istituzioni e delle forze dell'ordine, anche a livello locale. Questa mattina, si riunirà in prefettura il comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica durante il quale verrà organizzato il dispositivo per garantire che la protesta "no pass" si svolga pacificamente (come peraltro è sempre avvenuto in questi ultimi mesi sia a Vicenza che a Bassano del Grappa).

La manifestazione di domani, pubblicizzata da diversi giorni sui social network e tramite Whatsapp e Telegram, è stata preavvisata alla questura solamente nelle scorse ore. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, a organizzarla ufficialmente sarebbe stato un gruppo di lavoratori di un'azienda di Altavilla, che ha garantito un presidio fisso e rispettoso delle disposizioni anti-contagio. Finora il popolo "no pass" (e "no vax") vicentino non ha subito ingerenze da parte di movimenti politici estremisti. La questura non esclude comunque che possano esserci stati dei tentativi da parte di alcuni militanti di destra oppure di antagonisti di "pilotare" le proteste.

"Guai abbassare la guardia. E non parlo solo di Roma o di Milano. Anche a Vicenza bisogna vigilare attentamente. Le indagini in corso e le denunce scattate nel Vicentino lo stanno a dimostrare: il pericolo è anche sotto casa", ha affermato la senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini, commentando l`attività investigativa della Digos che ha portato alla denuncia di 13 esponenti "no pass".

"Gravissimo incitare alla violenza, organizzare azioni che vanno oltre la dimostrazione del dissenso. Sono iniziative sconclusionate ma pericolose che non vanno sottovalutate", conclude Sbrollini.