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Madia: «Su minori e social si vari la legge bipartisan»

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Intervista a Marianna Madia per "Il Foglio" del 22-10-2026

di Marianna Rizzini

La chiamata alle armi (nel senso del saccheggio e dello "spacchiamo tutto" visto in piazza a Milano il 17 ottobre) è arrivata via chat anche a ragazzi minori di 14 anni, e le immagini sono state rilanciate su Tik Tok. E l'allarme rispetto alla violenza e al coinvolgimento di bambini di 11, 12, 13 anni sulla scena della devastazione, pongono con urgenza, di nuovo, la questione della stretta sull'accesso dei minori alle piattaforme digitali. In Italia una proposta di legge c'è già: è nata nel 2024 con la firma della deputata ex dem ora in Italia Viva Marianna Madia e della senatrice di Fratelli d'Italia Lavinia Mennuni, ma da tempo è ferma in Parlamento. Intervistata da Repubblica, due giorni fa, la premier Giorgia Meloni l'ha citata.

E' il momento della svolta?

«Non si tratta soltanto di stabilire una soglia di accesso", dice Madia, tanto più che nel testo originario la soglia era fissata a 15 anni e oggi si ragiona su un limite a 14, "ma di inquadrare la questione rispetto al tema di un'infanzia che rischia di essere segnata dalla dipendenza per i social. Partiamo cioè da un dato preoccupante che investe la sfera fisiologica e psicologica di bambini che spesso, ormai, ricevono il cellulare come regalo per la prima comunione, come ci ha fatto notare il professor Stefano Vicari, responsabile della Uoc di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza presso l'ospedale Bambin Gesù, e che online trovano subito un mondo di babyinfluencer". Questo uso precoce, dice Madia, "e precedente al Covid, risalente cioè al momento in cui è crollato il costo degli smartphone, è dannoso per la concentrazione e l'apprendimento per qualsiasi ragazzino, esposto al potere di un algoritmo che lavora sui suoi gusti, fragilità e abitudini", ma, oltre a questa preoccupazione, dice Madia, relativa a qualsiasi minore, "si sta diffondendo l'allarme per la minoranza di bambini e ragazzini attirati, magari tramite Roblox o Tiktok, in un mondo in cui sedicenti coetanei propongono contenuti inimmaginabili, autolesionismo, manipolazioni, ricatti, in un crescendo di violenza finalizzata alla violenza. 'I social possono diventare strumenti bellici', ha scritto Paolo Giordano. Ecco: è il momento di difendersi, e la difesa rispetto a questo tipo di pericoli deve essere intesa nel senso più ampio del termine" [...]