16/06/20
territori sanità coronavirus

Lombardia, Baffi: "Più soldi per le strutture socio-sanitarie"

L'intervento su "Libertà", 16 giugno 2020". 

Ben venga più sicurezza nelle strutture sociosanitarie, «ma servono soldi». Lo pensa la consigliera regionale di Codogno Patrizia Baffi, Italia Viva, che quindi chiede alla Regione Lombardia un un intervento economico straordinario.

«Seppur con qualche mese di ritardo, ritengo che la delibera adottata dalla Giunta regionale, con gli indirizzi per la gestione dell'emergenza nelle strutture sociosanitarie ed evitare nuovi focolai, sia un atto tutelante e garantista per gli ospiti delle residenze» dichiara Baffi a margine dell'audizione dell'assessore Gallera in Commissione Sanità. La delibera n. 3226 su "atto di indirizzo in ambito sociosanitario successivo alla fase 1 dell'emergenza epidemiologica da Covid-19", illustrata in Commissione Sanità dall'assessore Gallera, si riferisce ai principali setting assistenziali (residenziale, semiresidenziale e ambulatoriale, domiciliare), nonché ai servizi dell`area della salute mentale (neuropsichiatria dell`infanzia e dell`adolescenza, sperimentazioni Ria minori e case management, della psichiatria, delle dipendenze) e della sanità penitenziaria.

«Parliamo di una delibera molto articolata che prevede elementi tutelanti di carattere sanitario, con l`individuazione di specifiche responsabilità in capo al Referente Covid-19 che potrà coincidere con il direttore sanitario, ove presente - prosegue l`esponente di Italia Viva - di particolare importanza la scelta di non consentire nuovi ingressi di persone positive nelle strutture, individuando un percorso che prevede più fasi per garantire la gestione in sicurezza».

Questo lavoro di tutela degli ospiti toccherà l`economia delle strutture perché, «per garantire la dovuta sicurezza, queste realtà si troveranno a gestire minori introiti e a sostenere maggiori spese strutturali e strumentali» sottolinea Baffi. Quindi l'auspicio: «la Regione Lombardia dovrà quindi accompagnare al più presto tali misure con un intervento economico straordinario, definendo la remunerazione dei maggiori costi, ma anche il possibile riconoscimento dei posti letto non coperti che, a fronte di un rallentamento negli ingressi, andrebbero di conseguenza ad alimentare un deficit di bilancio per le residenze», conclude la consigliera Patrizia Baffi.