fisco sanità

Liguria, via la tampon tax a Cogoleto e Rossiglione. Calcagno: "Estendere la misura a livello nazionale"

La notizia su "Genova - la Repubblica", 27 settembre 2021.

I Comuni di Rossiglione e Cogoleto, primi in Liguria, tolgono la "tampon tax", l'imposta sul valore aggiunto applicata ai prodotti igienici femminili essenziali per un anno, facendosi carico di quel 22% dei costi che va allo stato. E fino al 31 dicembre, dal luglio scorso, è stato fatto lo stesso nella farmacia comunale di Sestri Levante.

Dal 15 ottobre a Rossiglione l'imposta sarà eliminata non soltanto acquistando i prodotti in farmacia ma, grazie a una convenzione deliberata dalla giunta, anche in una bottega e in tre piccoli supermercati del territorio. E mercoledì sarà presentata in consiglio comunale a Cogoleto, l'iniziativa del consigliere di maggioranza Matteo Calcagno, SiAmo Cogoleto, che non solo coinvolgerà la giunta e il sindaco Paolo Bruzzone nell'iniziativa della cancellazione dell'Iva su assorbenti e prodotti di igiene intima legata al ciclo, ma chiederà di promuovere un'azione innanzitutto sulla Regione e poi sul governo affinché questa misura sia estesa al più presto sia a livello locale sia nazionale.

«L'imposta sul valore aggiunto applicata ai prodotti igienici femminili essenziali in Italia consiste nell'aliquota Iva più alta, il 22%, equiparandoli a beni di lusso e non considerandoli come invece sono in realtà, generi di prima necessità, per cui è prevista l'Iva al 4% - spiega Calcagno  - con pochi calcoli si conta che ogni donna sostiene costi inevitabili per acquistare questi articoli, fondamentali, per 126 euro annui, di cui 22,88 euro consistono nell`imposta sul valore aggiunto».

La sostenibilità economica della proposta è già stata verificata dai consiglieri con i funzionari, tanto che la giunta sarebbe già pronta a deliberare un accordo con la farmacia comunale per applicare una scontistica su una selezione prodotti di igiene e salute femminile pari al 18%, coprendo la differenza, così da lasciare effettivamente sui prodotti l`Iva considerata equa, al 4%. «Questo è un problema di tutta la società - dice Calcagno - le donne non scelgono di avere il ciclo mestruale, ma lo hanno e basta. Questi prodotti non possono essere considerati beni di lusso che si può scegliere di comprare, ma sono necessari».