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Liguria, Paita: "La crisi del modello Toti è irreversibile. E Spezia è la cenerentola della Regione"

L'intervista pubblicata da "la Nazione", 7 ottobre 2021.

«La sconfitta del centrodestra in provincia della Spezia? La spiegazione è semplice: si tratta di una compagine tenuta insieme solo da logiche di potere, dove si è ormai arrivati alle vendette, come dimostrano i casi di Beverino e Borghetto. Ed è evidente che la crisi ha chiari elementi di irreversibilità». Raffaella Paita, deputata di Italia Viva (è presidente della Commissione Trasporti della Camera), ne è convinta: il modello politico che ha portato le truppe arancioni e gli alleati alla conquista della Regione, ha esaurito la sua forza propulsiva. Soprattutto a causa della rottura fra la componente popolare di Andrea Costa e i totiani, uno strappo da considerare anche quello irreversibile.

«Si tratta - osserva Paita - di un assetto vistosamente sbilanciato, con Forza Italia senza un vero ruolo: entrando in crisi la formula Toti, con la Lega a rimorchio, le conseguenze sono state pesanti, e non possono essere ridimensionate adducendo la scarsa rilevanza dei comuni interessati. Le cose non stanno così, perché a essere in crisi è anche e soprattutto il quadro spezzino. La città non cresce e la provincia è diventata la cenerentola della regione. Escludo che il centrodestra possa recuperare, perché alla base dell`alleanza ci sono solo logiche di potere e non progetti e idee convincenti. Del resto leggo che qualcuno comincia a mettere in discussione la leadership del governatore che, assieme a Giampedrone, aveva la sua roccaforte proprio ad Ameglia. Escludo che quel modello possa recuperare».

Non sarà comunque così semplice, per il centro sinistra, riconquistare il terreno perduto. «Anche qui la lettura non è difficile. Se guardiamo a Savona, ma non solo, scopriamo che il centrosinistra ha vinto dove non si sono fatti accordi con i 5 Stelle, ma si sono valorizzate intese con liste civiche e riformiste, dando forte visibilità alla componente moderata. Nel Ponente serve cautela per il turno di ballottaggio ma il messaggio è chiaro: i risultati migliori si raggiungono mettendo in campo profili civici autorevoli. L`opposto di quanto avvenuto alle regionali dove, aprendo ai pentastellati con un accordo al ribasso, si è rimediato un -17% mentre a Savona, senza di loro si è vinto. Deve far riflettere anche il caso Calenda che a Roma sfiora il 20%. Servono profili civici e dialogo serio con le componenti riformatrici, non progetti velleitari come quelli dei 5 Stelle, lo schema va cambiato».

Basta questo al centrosinistra per vincere?
«Nel dato locale ci sono altre componenti, Galazzo ha vinto perché ha riannodato il filo di un'azione amministrativa efficace e ha condotto, con coraggio, una campagna elettorale con tanti giovani. A Santo Stefano, Alberghi, area riformista, ha fatto il primo, vorrà pur dire qualcosa».

Italia Viva si accredita dunque per essere della partita...
«Non solo noi: ci sono +Europa, Azione e altre realtà civiche. I numeri? L'importante è che sia cambiato il clima» .

E a Spezia?
«L'importante è mandare a casa Peracchini, che è stato un cattivo sindaco per la città, alimentando la litigiosità e nessuna politica per donne e giovani».

Chi vorreste al suo posto?
«Serve una candidatura civica autorevole, in grado di tenere insieme lo schema di cui ho detto. Decida chi ha i titoli per farlo, l'importante è tenere fuori di 5 Stelle. Ora abbiamo la prova che grazie alle divisioni nel centrodestra, la Liguria può tornare contendibile».