11/10/19
Italia Viva parlamento Fake News

Italia Viva: la prima proposta di legge è sulle fake news

Arriva a Montecitorio la prima proposta di legge di Italia Viva ed è sulle fake news.

"La prima firmataria è Maria Elena Boschi spiega il coordinatore Ettore Rosato - e chiede una commissione d'inchiesta sui casi di informazioni distorte per influenzare consultazioni elettorali": come annuncia il quotidiano "la Repubblica", la prima proposta di legge di Italia Viva è appena approdata in Parlamento ed ha come focus il contrasto alla creazione e diffusione di fake news.

Nel testo presentato alla Camera, e firmato anche da altri esponenti di Italia Viva, le ormai famigerate bufale vengono definite "delitti contro la Repubblica". Cavallo di battaglia di Matteo Renzi, alle fake news più volte sono stati dedicati spunti di approfondimento, anche durante le passate edizioni della Leopolda.

La commissione d'inchiesta cui si riferisce la proposta dovrebbe - secondo quanto riporta il quotidiano "il Messaggero" - indagare sulla diffusione seriale e massiva delle fake news e di accertare tra l'altro se si è tentato in questo modo di condizionare illecitamente o illegittimamente l'esito delle consultazioni elettorali o referendarie svoltesi nei cinque anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente legge o comunque di manipolare indebitamente il consenso elettorale.

Italia Viva chiede, dunque, al Parlamento di dotare al più presto l'ordinamento di una specifica disciplina per contrastare questo fenomeno e di responsabilizzare i fornitori di servizi di social network sui contenuti veicolati attraverso le proprie piattaforme, con procedure interne di eliminazione dei contenuti illeciti, che tutelino gli utenti da notizie costruite intenzionalmente per trarli in inganno.

Insomma, se finora le fake news hanno avuto un ruolo non da poco nell'inquinare il dibattito politico, Italia Viva chiede al Parlamento di aprire un dibattito su questo tema tenendo conto anche del grido d'allarme lanciato da sir Tim Berners-Lee, di fatto l'ideatore del web, al fine di limitare in modo drastico la pubblicazione e la circolazione di contenuti ingannevoli.