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Italia Viva Brescia: "Finito il tempo di tirare a campare"

L'intervento dei coordinatori Bodon e Ferrari, 13 gennaio 2021.

«Non si tratta di una serie di mosse per avere un ministro in più. Il punto è un altro, ed modo in cui saranno utilizzati i soldi del Recovery fund. Se spesi male il Paese andrà tutto a catafascio». Giorgio Ferrari, insieme a Sara Bodon coordinatore provinciale di Italia Viva, non se la sente di pronosticare se Giuseppe Conte cadrà davvero, e non azzarda previsioni su possibili rimpasti, soccorsi all'esecutivo da parte di eventuali «responsabili» o crisi pilotate.

Sostiene però di «avere il polso dei militanti e simpatizzanti bresciani del partito. Sono tutti concordi nel manifestare profonda insoddisfazione per l'azione del governo e nel ritenere che non si può più tirare a campare», spiega.

Un sentimento, dice, ha fatto breccia anche al di fuori dei confini di Italia Viva. Esclude la possibilità di uno scioglimento delle Camere, giudicata «la cosa sbagliata da fare in questo fase segnata dalla pandemia».

A Matteo Renzi riconosce il merito di avere posto al centro del dibattito politico italiano quello che è il tema cruciale, ovvero dove e in che maniera destinare gli oltre duecento miliardi di euro in arrivo dall'Europa. «In pochi si rendono conto che la gran parte di questo denaro a debito e non a fondo perduto», ricorda. «Se il documento definitivo sul Recovery fund avrà un contenuto minimo per essere accettato - Ferrari se ne dice certo - allora lo voteremo».

La questione però non è solo quella. «Non stiamo facendo i matti perché ci siamo svegliati una mattina di cattivo umore - spiega Ferrari - qui si parla di promesse disattese, di una commissione sulla prescrizione garantita e mai istituita, di una gestione dell'emergenza sanitaria densa di errori, di un piano pandemico triennale che prevede cure solo a chi può trarne maggior beneficio mentre noi abbiamo fermi i trentasei miliardi del Mes».

Sara Bodon rileva come la visibilità conquistata da Italia Viva in questa fase, in terra bresciana e non solo, trovi ottimi riscontri. «Il tesseramento è in corso, ma per ovvi motivi avviene online, circostanza che di certo non ci favorisce». Ciò nonostante in questi giorni il suo andamento anomalo testimonia un «accresciuto interessamento verso il partito», spiega.

E a chi fa notare, sondaggi alla mano, che il partito è destinato prima o poi a pagare pegno nelle urne, Ferrari replica: «A me il risultato delle elezioni non spaventa. Un polo riformista comprendente + Europa e i Socialisti sarà in grado di dire la sua».